sciopero Moreschi spa

VIGEVANO – SCIOPERO ALLA MORESCHI CALZATURE SPA. GLI OPERAI VOGLIONO RISPOSTE.

Anche il polo calzaturiero, ormai da anni in crisi, risente del'attuale situazione di recessione. I dipendenti del famoso calzaturificio scioperano per tre giorni mentre i sindacati sono pronti alle trattative. Il futuro si preannuncia incerto.

Vigevano – Tre giorni di sciopero al calzaturificio Moreschi. Impiegati ed operai del noto calzaturificio Moreschi Spa, società leader nella produzione e commercializzazione di calzature di lusso, incroceranno le braccia dalle 8 alle 12.30. “…Vogliamo delle risposte…” Il problema, appunto, è l’incertezza sul futuro ma non in merito alla pandemia o al calo degli ordini, bensì sulla proprietà dell’azienda nonché sui contratti, sui posti di lavoro.

Il sito industriale

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Moreschi è una delle più grandi firme del comparto calzaturiero italiano, nata a Vigevano nel 1946 su iniziativa del  nonno Mario, e cresciuta sempre a Vigevano, diventando quasi un simbolo della storica capitale della calzatura. Moreschi, come tutto il comparto meccano calzaturiero, ha cominciato a soffrire con la crisi del 2008, e per la Moreschi quel calo di ordini e produzione si è trasformata, nel 2018, in un piano di ristrutturazione del debito verso le banche che prevedeva un anno con contratti di solidarietàammortizzatore sociale in cui si riduce per tutti l’orario, e quindi il salario al fine di far lavorare, se pur poco, tutti i dipendenti – con l’obiettivo di attendere la ripresa degli ordini. Oggi, dopo il lockdown, nell’azienda di via Cararola ci sono stati alcuni cambiamenti: l’ingegner Giuseppe Serafica, amministratore delegato dell’azienda cui era stato affidato il compito di trovare un accordo con gli istituti di credito ha rassegnato le dimissioni, mentre Guido Scalfi, il noto “risanatore”, presidente e azionista di maggioranza della Malerba nonché proprietario di un fondo d’investimento, è ormai una presenza constante in azienda.

sciopero Moreschi spa
I dipendenti in sciopero: il futuro nebuloso crea incertezze. 

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“…Abbiamo detto che ci saremmo seduti al tavolo per valutare le proposte – hanno detto questa mattina Michele Fucci, Giovanna Currò della Filctem-Cgil, Franco Torriani della Uiltec-Uil e Maurizio Ferrari, della Femca-Cisl– ma loro hanno risposto solo con un “porteremo grandi firme”. Certo, sarebbe una cosa positiva, ma se poi non anticipano gli stipendi e qui si lavora sempre in contratto di solidarietà allora la cosa non torna. Da più di un mese vediamo Scalfi in azienda, anche se non si è mai presentato. La sua “storia” è nota a tutti e proprio per questo vorremmo avere delle risposte. Non vorremmo che fosse più un’operazione finanziaria, come è stato appunto con la Malerba, che industriale…”

Poi c’è la grana salari: fino a marzo, i 220 circa dipendenti Moreschi hanno percepito il 100% del dovuto, aprile e maggio sono stati pagati in più tranche e, per quanto riguarda giugno, solo oggi (mercoledì) è arrivata la notizia che sarà elargito tutto lo stipendio. “…Quando si chiedono sacrifici – proseguono i sindacalisti – bisogna spiegare il perché. Sono anni che alterniamo cassa integrazione e solidarietà e se ci fosse un piano industriale, credibile, se ce lo spiegassero o presentassero non avremmo nulla da ridire. Qui ci sono persone che lavorano da più di 30 anni, vogliamo tutti che Moreschi continui ad esistere e che continui a produrre qui, nello stabilimento di Vigevano…”.

Le sigle sindacali presenti
Le sigle sindacali presenti alla protesta.

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Ma di chi è oggi la Moreschi Spa?  “…Quello che noi sappiamo – concludono i sindacalisti – sono tutte cose risapute. Ci dicono che Scalfi sia il nuovo socio di maggioranza, con i fratelli Stefano e Mario Moreschi al 49%,  ma da visura camerale non abbiamo visto alcuna variazione. Visto che stiamo parlando dell’immediato futuro di 220 persone, noi vorremmo sapere con chi dobbiamo interloquire? A chi dobbiamo chiedere questo piano di risanamento e rilancio nonché la garanzia sul salario e sul contratto lavoro?...”.

Grande apprensione da parte di tutti in città: la storia della Moreschi inizia con il nonno Mario che nel 1946 decide di fondare l’azienda che porta il suo nome. Con la seconda generazione Moreschi arriva a produrre 250mila paia di scarpe all’anno con una distribuzione in più di 80 paesi ed è proprio qui che si afferma come sinonimo di eccellenza made in Italy. Negli anni Sessanta, i cosiddetti anni del boom della calzatura, Vigevano contava ben 30 mila addetti alla calzatura, come descritto nel romanzo di Lucio Mastronardi «Il maestro di Vigevano» magistralmente interpretato da un inedito quanto drammatico Alberto Sordi insegnante. 

MILANO – LAVORATORI FEDEX-TNT: PICCHETTI DI PROTESTA CONTRO 70 ESUBERI.

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