ROMA – BOSH ITALIA 600 LAVORATORI A RISCHIO. BILANCIO A PICCO. PREVISIONI NEBULOSE.

Bosh Italia come altre aziende non navigano in buone acque e la pandemia ha peggiorato la già claudicante situazione produttiva. I sindacati controllano da vicino l'evoluzione degli eventi che, in caso di tempo brutto, prevedono centinaia di esuberi.

RomaAncora brutte notizie per il futuro dei lavoratori italiani. Si è svolta la conferenza della Bosch Italia per analizzare i risultati relativi all’anno 2019 e sulla crisi del sito di Bari. All’incontro era presente anche Fabio Giuliani, general manager Bosch Region Italy & Greece.

Esuberi in previsione…

Il bilancio del gruppo Bosch Italia, composto da 19 società, non gioca al rialzo. Al contrario mostrerebbe importanti contrazioni e cedimenti. Nel 2019 è stato registrato un calo del fatturato dell’8,4% rispetto all’anno precedente, frutto dell’irrigidimento dei mercati di riferimento. A pagare le peggiori conseguenze è il settore della filiale italiana dove la divisione Mobilty Solution pesa per circa 2/3 del fatturato. La situazione, costantemente monitorata dai sindacati, non fa ben sperare e al momento sono circa 600 i lavoratori che rischierebbero le infauste sorti dell’esubero.

Una catena di montaggio in fabbrica.

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“…La continua contrazione del mercato diesel – ha dichiarato Simone Marinelli, rappresentante della Fiom-Cgil nazionale – non fa ben sperare per le sorti dello stabilimento di Bari. L’arrivo di alcune produzioni da altri stabilimenti italiani, risultato di un importante accordo sindacale di solidarietà tra gli stabilimenti di Bari e Nonantola, Vezzano e Pavullo, della produzione di componenti e-bike e, da ultimo, l’auto-produzione di mascherine non garantiscono l’assorbimento dei 600 lavoratori dichiarati in esubero da parte dell’azienda. Non è più rinviabile la ripresa del tavolo di crisi istituito presso il MISE, per rilanciare lo stabilimento occorre un piano industriale adeguato che porti ulteriori produzioni e investimenti sulle nuove tecnologie…”.

La bosch di Bari
La Bosch di Bari

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Nei prossimi giorni vedremo se Stefano Patuanelli interverrà personalmente per sanare la vicenda. Intanto la crisi generata dal Covid-19 rende difficile produrre previsioni di bilancio per i prossimi 12 mesi. Sebbene nel mese di giugno vi sia stato un leggero incremento nella produzione, prevedere statistiche attendibili risulterebbe realmente arduo. L’azienda, tra l’altro, ha comunicato la propria neutralità rispetto alle diverse tecnologie motoristiche, virando per l’investimento sull’ibrido ed elettrico mantenendo, però, lo sviluppo sul motore endotermico alimentato anche con carburanti alternativi. Gli attuali stabilimenti italiani impegnati nella diversificazione sono lo stabilimento di Crema, con la produzione a partire dal 2022 di una pompa a olio elettrica, per tutte le motorizzazioni e i già enunciati componenti per e-bike a Bari.

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LICENZIAMENTI: L’ALTRA PANDEMIA

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