STOP AI DRONI

Piuttosto che vederci eliche sulla testa meglio fare appello al nostro buon senso. Teniamo duro, il tempo scorre velocemente. Approfittiamone per ri-costruirci un futuro migliore

L’utilizzo dei droni per controllare gli spostamenti dei cittadini italiani durante il periodo di quarantena è già terminato, il 28 Marzo è arrivato infatti lo stop del capo della Polizia Gabrielli, anche in seguito alle polemiche che sono scaturite dal loro impiego. Il ricorso ai droni è stato ideato per punire i “soliti furbetti” incuranti dei divieti ma aveva sollevato troppe problematiche, in particolare sulla individuazione del “giustificato motivo” che induceva una persona ad uscire di casa ed è stato correttamente sospeso.

I droni, in italiano Sapr (Sistemi aeromobili a pilotaggio remoto), hanno avuto svariate utilizzazioni risultando efficaci in guerra per colpire obiettivi strategici senza esporre ad alcun rischio la vita dei militari. Possono essere pilotati anche da grandi distanze e questo costituisce senza dubbio un vantaggio ma non sembrano gli strumenti migliori per arginare il diffondersi del Coronavirus. La pandemia ha comportato inevitabilmente la limitazione di diritti che sono garantiti dalla nostra Carta Costituzionale, in primo luogo il diritto alla libertà di circolazione e di soggiorno in qualunque parte del territorio italiano che viene sancito dall’ art. 16 della Costituzione.

Motivi di carattere sanitario hanno consentito al Governo di ridurre fortemente tali diritti facendo ricorso alla legislazione d’emergenza, come peraltro consentito dallo stesso dettato costituzionale. La legittimità di tali provvedimenti non ha però impedito il sorgere di proteste e di malumori nonché di dare voce ai “teorici del complotto” che vedono nella pandemia un’occasione per limitare la libertà dei cittadini e controllare la loro vita in modo sempre più stretto ed invasivo. Tornano ad avere voce le numerose teorie che si erano affermate in America dopo l’ 11 Settembre e secondo cui la distruzione delle “Due Torri” sarebbe stata voluta da società ed organizzazioni segrete, cosiddetti veri padroni del mondo, per consentire una “stretta” del governo sui cittadini attraverso l’approvazione del “Patriot Act”, che sottoponeva la vita degli americani al controllo sempre più invadente e “protettivo” dello Stato. Anche per la recente emergenza non sono mancate tesi analoghe. C’è chi sostiene che il virus sarebbe nato in un laboratorio cinese e poi sfuggito al controllo degli scienziati, chi invece parlava in passato di un virus ideato nei laboratori americani per colpire l’economia cinese.

Ovviamente quest’ ultima teoria sembra oggi avere perso ogni fondamento dopo che gli USA sono attualmente il paese con più contagiati del pianeta. Gli esperti hanno smentito anche la prima tesi affermando che il virus avrebbe origini naturali, anche se il servizio di Rai Tre trasmesso nel 2015 che parlava di un Coronavirus creato in laboratori cinesi per verificare se fosse trasmissibile dall’animale all’uomo, lascia aperto più di un legittimo interrogativo nonostante le ricerche del 2015 non avessero riguardato il CoVid-19, come ormai appurato, ma nulla vieta infatti che si siano svolti altri esperimenti in questi ultimi 5 anni. Indipendentemente dall’ origine del virus, stiamo attraversando la più grande emergenza sanitaria della storia recente e dobbiamo affrontarla con coraggio, comprendendo l’assoluta accettazione dei limiti imposti alla nostra libertà per il bene comune. Soltanto cosi sarà possibile ri-tornare ad una vita normale in tempi brevi. Non dobbiamo pensare che divieti e restrizioni stabiliti dallo stato siano eccessivi. Non pensiamo a stravaganti complotti orditi da chissà quali società segrete. Rispettiamo i provvedimenti del governo e cessiamo di polemizzare continuamente. Ci guadagnano mente e corpo.

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