ROMA – A CASA IN TUTTA EUROPA: IL VECCHIO CONTINENTE SI ARRENDE AL VIRUS

Probabilmente si concerterà un piano di chiusura graduale sino a prima di Natale ma prepariamoci a festività molto diverse da quelle che abbiamo trascorso sino all'anno scorso.

RomaIl picco dei contagi raggiunto con oltre 25mila casi in tutta Italia apre nuovi scenari e si pensa già a un lockdown morbido ma con ulteriori chiusure. Il governo, così, prepara una lenta ma inesorabile chiusura totale. Il premier Conte, di contro, intende attendere i risultati del suo ultimo Dpcm prima di stringere la “garota“.

I numeri non darebbero altra possibilità al momento e i contagi sono in continuo aumento, gli ospedali invocano aiuto ed è già allarme in alcuni reparti. L’indice di trasmissibilità è tra i più elevati ed in questo contesto l’Italia marcia verso l’obiettivo 4, il più grave tra quelli previsti dall’Iss. Si procederà molto probabilmente con un nuovo Dpcm da varare a decorrere già dalla prossima settimana, in assenza di dati confortanti sul fronte della curva epidemiologica.

Solo un intervento divino potrà salvarci…

Un ulteriore passo avanti verso la chiusura, anche se non pesante come quella del mese di marzo. Alcuni territori sono già in allarme rosso. Città come Milano e Napoli, ma anche Regioni come Piemonte, Liguria, Umbria, Calabria e Lombardia, potrebbero chiudere prima delle altre. Per questo a Palazzo Chigi e al ministero della Salute ci si muove su un doppio binario. Il primo sarebbe quello di concordare il nuovo provvedimento di concerto con sindaci e governatori.

L’altro prevede di ragionare su una ulteriore stretta nazionale, ancora da definire. Probabilmente entro il 10 novembre inizierà il nuovo percorso per ulteriori strette, anche se il presidente del Consiglio attualmente lo esclude con forza. Ma, scongiuri a parte, ieri il bollettino della Protezione Civile riportava quasi 27mila nuovi casi e 217 morti, mentre i positivi erano 287mila, un record mai raggiunto durante la prima ondata dell’epidemia.

Un giovane commerciante aveva appena aperto il suo negozio. Ha chiuso dopo due settimane. Per sempre.

Ovviamente con le dovute differenze a cui nessuno accenna. Il virus si sta diffondendo con una velocità incredibile,  ma quello dell‘influenza, diciamolo, non è da meno. I prossimi giorni saranno cruciali ma di certo non potremo chiudere tutti i settori produttivi e rimanere in casa con le mani in mano per chissà per quanto tempo. Di contro chi non ha stretta necessità di uscire se non per le incombenze necessarie e può rimanere a casa a fronte di un reddito che gli permetta di sopravvivere lo faccia pure. C’è tutto da guadagnare.

Ma chi intende uscire fosse anche per una passeggiata in montagna lo faccia di buon grado purché si ricordi di rifuggire gli assembramenti, di indossare la mascherina e di lavarsi le mani bene e quanto più spesso è possibile. Dopo il giro della domenica è bene ritornare in casa per tempo tanto fuori ci sarà sempre meno da fare. Ne siamo più che certi.

Su come contrastare il virus nel mondo siamo tutti d’accordo

Fra gli altri fattori “sensibili” gli esperti stanno valutando, in queste ore, anche la resilienza degli italiani. Ovvero la nostra capacità di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà. Insomma siamo sotto una lente di ingrandimento la quale, nei giorni scorsi, si è trasformata in sondaggi pervenuti poi sui tavoli dei ministri e del presidente del Consiglio.

Una di queste analisi è giunta a queste proiezioni: il 28 per cento degli italiani giudica adeguate le misure in vigore, il 25 per cento le ritiene eccessive ma il 36 per cento le considera insufficienti. Le trasmissioni televisive, tanto per dire, forniscono dati opposti. A chi credere? La confusione è tanta ma la disinformazione è maggiore.

Countdown in tutta Europa?

In più c’è anche chi prefigura un piano “concertato” per un lockdown europeo a cui starebbe lavorando la Commissione ed il Parlamento dell’UE con Ursula von der Leyen e David Sassoli. Vero o falso? C’è di tutto ed il suo contrario. Virologi contro virologi. Pareri contro pareri. Bailamme scientifico e politico. Unico dato di fatto: se quella stramaledetta curva non tenterà di appiattirsi torneremo tutti a casa. E saranno guai. 

 

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