Rutus alter 71 in azione

RUTUS ALTER 71: IL METAL CHE DA’ GRANDI SODDISFAZIONI – 2a PARTE.

Ciao a tutti Amici e bentrovati nella seconda parte della nostra recensione su Rutus alter 71.

Ci eravamo lasciati al menù Audio, oggi finiremo di parlare del menù screen E dei nostri test sul campo. Accedendo col pulsante menù page e premendo altre due volte lo stesso, arriviamo al menu screen. Qui troviamo subito il backlight con valori che vanno dallo 0 al 29, più si alza il numero e più lo schermo diventerà arancione e la luce sarà più intensa:

Lo schermo del Rutus
Lo schermo del Rutus

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Id Tipe: serve per uniformare su tutte le frequenze la rilevazione del target sottoforma di ID numerico. Valori dell’identificazione dell’oggetto nonostante il cambio di frequenza All the Time tempo di attesa questa funzione permette di regolare il tempo in cui lo schermo mostra le informazioni il metal-detector di sette e programmi e progetti.

Hold timeE: da un secondo a 10 secondi è il tempo d’attesa delle informazioni sul display.

ID Gain: serve per aumentare la profondità di rilevazione dell’ID numerico se portato su high anche se personalmente consigliamo la modalità normale.

Language: come dice la parola stessa serve per modificare il linguaggio del metal-detector anche se purtroppo ancora oggi non c’è la lingua italiana nelle diverse lingue installate.

Finita la descrizione dei menu arriviamo finalmente al punto cruciale della nostra recensione: i nostri test. Questa volta cominciamo subito con la ricerca vera su un terreno boscoso, giunti sul posto accendiamo il metal-detector, facciamo il bilanciamento del terreno e utilizzeremo il programma coins apportando qualche modifica:

La discriminazione sempre a zero mentre la reattività la terremo a tre e andremo abbassare il Masking a 0, alziamo la sensibilità al massimo poiché il terreno ce lo consente E cominciamo a spazzolare. Il metodo di ricerca che abbiamo scelto è tra i più silenziosi anche se sicuramente non sarà il più performante in profondità, già dai primi segnali il detector risulta molto preciso. Facciamo circa sei ore di ricerca nelle quali qualche oggettino carino esce..

Il metal all'opera
Il metal all’opera

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Una cosa che secondo noi si poteva migliorare è il peso che è di 1,630 kg compreso delle sei batterie da 1,5 V, il quale dopo 5 o 6 ore si fa sentire anche se la macchina in sé è ben bilanciata. L’altra è la zainabilità che è preso poco inesistente considerando che l’unico pezzo a stilo dell’asta è la parte finale. Tutto sommato alla fine della giornata i risultati si sono visti e dalla nostra esperienza possiamo consigliare vivamente questo metal detector a tutti coloro che fanno una ricerca in ambito militare proprio per la possibilità di poter usufruire del canale motion e non motion allo stesso tempo avendo una percezione a 360° di quello che c’è sul terreno.

Passiamo ora ai test di profondità sul nostro campo, come di consueto utilizzeremo la solita moneta Vittorio Emanuele da 10 cent. Che misura un diametro di 3 cm.

La piastra del metal
La piastra del metal

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Facciamo diverse buche a diverse profondità e utilizziamo varie modifiche sia di frequenza, sia di filtri che di programmi , arriviamo al punto di mettere la moneta a 40 cm e utilizzando I due canali allo stesso tempo, una frequenza da 8 kHerz con reattività molto bassa il Rutus riesce a rilevare la moneta dando qualche picco di ID numerico corretto. Se volete vedere il video dei test potete visitare il nostro canale: https://www.youtube.com/watch?v=D5ZIkp-076s&t=2s

E anche per questo oggi il nostro tempo a disposizione è finito, volevamo ringraziare la Geotek Center di Terni per averci fornito il detector per la nostra recensione .

Vi aspettiamo per la prossima recensione

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