RAGUSA – GIUSTIZIA PER SOPHIE: CAMERA DI CONSIGLIO IL 10 SETTEMBRE-

Il giudice monocratico ha fissato la camera di consiglio per il prossimo 10 settembre. La bimba ustionata a scuola a breve potrebbe ottenere giustizia. Il nostro giornale ha seguito le diverse fasi dell'iter giudiziario che potrebbe portare al processo.

Ragusa – La piccola Sophie avrà un’altra chance perché il tribunale possa renderle giustizia. A seguito del reclamo contro l’archiviazione disposta dal Gip nell’aprile scorso, presentato dal legale della famiglia della bambina ragusana, il giudice monocratico ha fissato la camera di consiglio per il prossimo 10 settembre. Ci sono, quindi, tutti i presupposti perché il caso non venga chiuso e sia fatta giustizia per Sophie, la bambina affetta da autismo che il 20 febbraio del 2019 aveva riportato ustioni di secondo e terzo grado dopo essersi seduta nel water della scuola materna che frequentava. Dopo i nostri articoli (che potete rivedere qui), il caso di Sophie aveva fatto scalpore scatenando il disappunto dei lettori che attraverso l’hashtag #giustiziaperSophie hanno reso virale la storia della bambina di Ragusa chiedendo in massa che il caso non venisse archiviato. “…Non può essere – si legge in molti commenti – che una bimba finisca in ospedale dopo essersi seduta nel water della scuola e per la magistratura non ci sia un colpevole…”. Inizialmente, a seguito della denuncia dei genitori della bimba, la procura di Ragusa aveva indagato due persone: la responsabile della scuola e un bidello ma poi gli indizi a loro carico non sono stati ritenuti sufficienti a sostenere un processo così il pubblico ministero Giulia Bisello ha chiesto l’archiviazione, istanza accolta dal Gip il 3 aprile 2020 nonostante l’opposizione presentata dal difensore della famiglia di Sophie. In tanti hanno gridato allo scandalo ma l’ultimo provvedimento del giudice, che ha fissato la camera di consiglio per il prossimo 10 settembre, fa tornare la speranza ai genitori che si sono più volte indignati al pensiero che non ci siano colpevoli per una piccola di 6 anni mandata sana a scuola e ritrovata nel letto di un ospedale.

La piccola Sophie con i suoi genitori.

“…Mi auguro che il giudice comprenda – commenta Floriana, mamma di Sophie – che i colpevoli ci sono ed hanno delle responsabilità enormi. Nostra figlia ha subito diversi interventi chirurgici, è stata due mesi a casa a rischio setticemia senza poter fare quello che faceva prima: andare a scuola, giocare in un parco ecc. Senza parlare delle sofferenze che ha dovuto subire. Tutto questo senza che ci sia un responsabile?”…

A questo punto sarà il giudice monocratico Fabrizio Cingolani a decidere se riaprire il caso come richiesto dall’avvocato Michele Savarese:

Avvocato Michele Savarese

“…Il punto fermo di questa triste vicenda – conclude il legale di fiducia della famiglia siciliana  –  è che la bambina è entrata sana presso la scuola dell’infanzia “Aquilone” ed è uscita con gravi lesioni alle gambe ed ai glutei, ricoverata d’urgenza presso il centro grandi ustioni dell’ospedale Cannizzaro di Catania. La povera Sophie, che soffre di un grave disturbo dello spettro autistico, si era recata, accompagnata dall’insegnante di sostegno presso i servizi igienici della scuola ma dopo essersi seduta sul water, ha iniziato a piangere e a gridare perché qualcuno aveva dimenticato di rimuovere i prodotti chimici che erano stati utilizzati per le pulizie del bagno. Questi sono i fatti, comprovati dagli atti d’ indagine in cui è emerso che il giorno in cui la bambina è rimasta vittima delle lesioni, il collaboratore scolastico, come da lui stesso dichiarato, si è rifiutato di disintasare un gabinetto perché tale operazione “mi infastidiva”. Pertanto la responsabile del plesso scolastico, pur non avendo alcuna competenza tecnica in materia, ha deciso di agire in prima persona causando l’allagamento del bagno e utilizzando per la pulizia prodotti ustionanti che non sono stati rimossi né da lei né dal bidello ed hanno causato le gravi lesioni. Ci si chiede: perché la responsabile del plesso ha deciso di disoppilare il bagno visto che non ne aveva le competenze e soprattutto perché ha utilizzato prodotti ustionanti senza rimuoverli pur essendo consapevole che l’utenza del bagno era ad esclusivo uso dei bambini? Perché il bidello si è rifiutato di sturare lui il bagno, ritenendosi infastidito da ciò e soprattutto perché non ha rimosso il prodotto che era stato utilizzato per pulire? Ci sono non pochi elementi per cui bisogna riaprire il caso ma a prescindere ci si chiede che ruolo hanno gli insegnanti e i collaboratori scolastici se non quello di vigilare sull’ incolumità dei bambini? Non può essere condivisa una tesi in base alla quale un genitore lascia il figlio a scuola e lo ritrova bruciato al centro ustionati, senza che nessuno abbia colpa. I genitori di Sophie si sono sentiti traditi da uno Stato a cui hanno affidato la figlia che gli è stata restituita piangente in un letto d’ospedale. Nonostante l’amarezza Luciano e Floriana non si sono arresi ed adesso aspettano la pronuncia del tribunale monocratico che gli potrà restituire la fiducia nelle istituzioni. L’aspettano anche le tante persone che in questi mesi hanno espresso la loro solidarietà a Sophie ed ai suoi genitori. Da tutta Italia sono arrivati messaggi di incoraggiamento ma anche di indignazione nei confronti di una decisione che non si può assolutamente condividere. Questa non è solo la battaglia di Floriana e Luciano, al posto loro poteva esserci chiunque…”. 

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