SARA’ LEGHISSIMA: MUSUMECI ULTIMO ATTO.

Una nomina che sicuramente serve per tenere in piedi lo stesso Governatore ma che ha esasperato migliaia di Siciliani. La Lega di Salvini gli è stata sempre vicina ma il debito di riconoscenza sembra troppo alto.

Palermo – In Sicilia è tutto un coro di proteste contro la Lega e soprattutto contro la decisione del Presidente Musumeci di affidare l’assessorato all’Identità Siciliana ad un esponente del Carroccio. In poche ore si sono registrate sui social migliaia di dissensi (ed usiamo un eufemismo) contro una scelta che rimane azzardata. Infatti si sono registrati oltre 23mila iscritti, in meno di 24 ore, su un gruppo politico nato su Facebook il 13 maggio scorso, in contemporanea con la notizia della decisione del Governatore siciliano di affidare alla Lega l’assessorato ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana. Il gruppo, che si chiama “Fuori la Lega dalla Sicilia. No i Beni Culturali alla Lega”, comprende come aderenti personaggi noti del mondo della cultura, dell’arte e del terzo settore oltre a cittadini indignati che hanno deciso di evidenziare quello che loro considerano uno dei più grandi errori di Musumeci e della sua Giunta. Tale situazione ha scatenato polemiche e proteste ma Musumeci sembra non avere più orecchie per sentire, né occhi per vedere.

Nello Musumeci sul balcone della storica federazione del Msi di corso Sicilia a Catania.

Il “camerataNello, cosi come i nostalgici Missini chiamano affettuosamente il presidente siciliano, ha indubbiamente toppato di brutto e il popolo isolano glielo ha manifestato in tutti i modi. Inutilmente. È inaccettabile che un partito che ha sempre fatto gli interessi del Nord, disprezzando la Sicilia e il Meridione in genere, entri a far parte del più antico Parlamento europeo, uno dei più antichi del mondo. La cosa più grave che i siciliani rimproverano a Musumeci è quella di aver preso una decisione senza il consenso dei cittadini in generale, dei suoi elettori in particolare. Ma ciò che ha mandato in bestia i siciliani Doc sono state le parole di Musumeci nel momento del pomposo annuncio ufficiale:”… Oggi è stata una intensa giornata di lavoro, conclusasi con la disponibilità della Lega ad entrare in Giunta su mia richiesta – ha detto il Governatore – ne sono felice perché sono amici e sono certo che, adesso, il centrodestra al completo saprà dare ulteriore impulso alle grandi riforme, in un rapporto sempre più sinergico tra Governo ed Assemblea Regionale, i siciliani hanno voglia di ricominciare e noi dobbiamo sapere interpretare al meglio le loro istanze...”.

Matteo Salvini e Umberto Bossi quando erano schierati contro il Sud.

Le istanze di chi? Appena battuta dalle agenzie quella frase ha scatenato diverse iniziative di protesta e provocato i peggiori hashtag contro la Lega Nord, uno per tutti: #SleghiAMOlasicilia. L’Identità Siciliana, caro Presidente, è una cosa seria. Forse solo lei non lo sa ma non può affidare la storia millenaria ed il riscatto sociale della Triskele nelle mani di chi va a braccetto con Feltri che sino a ieri ha vomitato ogni sorta di insulto contro il Sud. Egregio presidente un passo indietro le farebbe guadagnare mille punti e i migliaia di cittadini siciliani indignati potrebbero ricredersi e, fra questi, mi creda, ci sono tantissimi suoi affezionati elettori. Lasci stare la Lega oppure, se proprio deve, scelga un altro assessorato. I siciliani sono concilianti e possono capire gli obblighi politici di un presidente che è anche leader di un partito politico la cui stessa ideologia, me lo consenta, cozza non poco con gli ideali di Umberto Bossi. Qualora non potrà fare più nulla perché ogni promessa è un debito allora dovrà subirsi una marea di malevoli sproloqui che cercheremo di esprimere in lingua italiana e non in vernacolo cosi che anche a Pontida abbiano a comprendere. Va da sé che il Leghista sarà un Siciliano, e ci mancava. Chi voleva nominare un polentone? Comunque stiano le cose Signor Presidente, la sua decisione ci rimane sullo stomaco. E sulle frattaglie delle buonanime di Verga, Pirandello, Camilleri, Bellini, Sciascia, Vittorini, Sturzo, Guttuso, Quasimodo, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, solo per citarne alcuni che si rivoltano nella tomba. Se proprio non vuole sentirne, vuol dire che ce lo ricorderemo alle prossime elezioni. Tanto lo sappiamo quanto rimarrà la Lega in Sicilia: quanto un gatto in tangenziale. 

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