CASTELDACCIA – NUOVE INDAGINI DOPO 28 ANNI DALLA SCOMPARSA DEI DUE RAGAZZINI

Altri sei mesi per indagare sulla sorte dei due compagni di scuola dopo ben 28 anni dalla loro repentina sparizione. Stavolta verrà seguita esclusivamente la pista mafiosa iniziando con l'audizione di tre collaboratori di giustizia.

Casteldaccia –  Che cosa avevano visto di cosi compromettente Salvatore Colletta e Mariano Farina, i due ragazzini spariti nel nulla il 31 marzo del 1992? Erano stati testimoni scomodi di quale evento delittuoso? Chi c’era ad attenderli sulla spiaggia antistante le ville dei boss palermitani? Una risposta a queste domande si potrà dare a breve grazie al Gip Antonella Consiglio che ha respinto la richiesta di archiviazione del fascicolo sulla scomparsa dei due ragazzini avanzata dalla Procura di Palermo il 30 novembre dell’anno scorso.

Il giudice ha accolto l’opposizione dei legali delle famiglie dei due adolescenti scomparsi da Casteldaccia ed ha disposto nuove indagini con l’audizione di alcuni collaboratori di giustizia, tra cui Antonino Giuffrè. Il sostituto procuratore Francesca Maria Mazzocco avrà a disposizione altri sei mesi per indagare sulla sorte dei ragazzini ma stavolta la pista che si seguirà sarà esclusivamente quella mafiosa. Salvatore Colletta, 15 anni e Mariano Farina di 12, il 31 marzo del 1992 avevano marinato la scuola. A bordo di uno scooter guidato da un loro amico, tale Giovanni Montalto, i due ragazzi si erano fatti accompagnare in spiaggia dove avevano consumato la colazione a base di biscotti e succhi di frutta che avevano acquistato a credito in una salumeria del paese.

La spiaggia di Casteldaccia dove sorgevano le ville dei boss palermitani

In quel tratto stupendo di costa siciliana, in quegli anni, sorgevano le ville di Tommaso Spadaro e Filippo Marchese, considerati personaggi di spicco di cosa nostra. Che cosa avrebbero visto i due ragazzini tanto da giustificarne la sparizione dunque il duplice omicidio? L’anno scorso in uno stabile di via Schettino, nel centro storico di Casteldaccia, dentro una cisterna in disuso, erano stati scoperti gli involucri di plastica che avvolgevano merendine e caramelle che i due amichetti avevano comprato prima giungere in spiaggia. I reperti erano stati acquisiti dalla Distrettuale antimafia del capoluogo siciliano ma gli accertamenti scientifici non avrebbero portato a nulla di importante ai fini dell’indagine.

Carmela La Spina e Antonino Colletta, genitori di Salvatore

A seguito del ritrovamento erano stati iscritti sul registro degli indagati Vincenzo Rosselli, 41 anni, all’epoca dei fatti amico dei due adolescenti scomparsi, e lo zio Guido i quali avevano in uso l’appartamento dentro il quale erano stati ritrovati gli involucri di cellophane. Un nulla di fatto anche in questa direzione. Del resto la pista mafiosa era nota anche all’epoca attesi i numerosi depistaggi e le innumerevoli segnalazioni dei due giovanissimi visti da decine di persone nei luoghi più disparati. Nessuna di queste testimonianze risulterà attendibile:

”…Mio figlio non aveva mai manifestato la volontà di fuggire altrove – racconta Carmela La Spina, 66 anni, mamma di Salvatore – semmai l’idea era partita da Mariano Farina che quindici giorni prima della scomparsa chiedeva a mio figlio di prendere i soldi in casa e partire per vedere il mondo. Naturalmente lui rifiutò poiché non voleva dare questo dispiacere a noi genitori e ci venne a raccontare tutto. Noi avvisammo i coniugi Farina ma loro non diedero peso alla cosa. Da allora solo 1.500 segnalazioni ma di mio figlio e del suo compagno nemmeno l’ombra…”.

Poi si era parlato di spaccio di droga ad opera di due giovani che forse volevano tirare nel giro lo stesso Mariano e il fratello Ignazio. Il rifiuto dei due fratelli potrebbe aver scaturito una ritorsione violenta nei confronti di Mariano e dunque di Salvatore perché in sua compagnia? Dopo due giorni Salvatore e Mariano sarebbero stati avvistati sul bivio di Santa Flavia, a circa 3 km da Casteldaccia, da un loro conoscente che raccontava di averli visti giocare attorno ad un palo di un segnale stradale nei pressi della stazione ferroviaria.

Filippo Bisconti

Nessuna delle innumerevoli segnalazioni porterà alla verità. Nel 2013 una testimone raccontava agli inquirenti di come avesse assistito, nel marzo del ’92, ad una telefonata durante la quale il suo compagno avrebbe ricevuto l’ordine di sbarazzarsi dei corpi dei due ragazzini. Nessun riscontro anche in quel caso. Oltre a Giuffrè verranno ascoltati altri due pentiti, Filippo Bisconti e Francesco Colletti. Due criminali di tutto rispetto che potrebbero chiudere il cerchio.

Francesco Colletti
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