L’ha colpita al cuore per farla tacere

L’assassino l’ha inseguita sino a dentro il bar sotto casa. Sotto gli occhi delle due bambine terrorizzate colpiva la madre con una coltellata in pieno petto.

SASSARI – Fine pena mai per l’assassino di Zdenka Kreijcicova, 48 anni, la donna di origini ceche, mamma di due gemelle, ammazzata con una coltellata in un bar di Sorso il 15 gennaio 2020. A conficcarle la lama in pieno petto è stato il compagno Francesco Baingio Douglas Fadda, 48 anni, detto Big Jim, condannato dalla Cassazione all’ergastolo nell’adunanza del 29 aprile scorso. Gli Ermellini hanno infatti confermato le sentenze di primo e secondo grado, rigettando il ricorso depositato dal difensore di fiducia dell’assassino, avvocato Lorenzo Galisai, che chiedeva l’assoluzione.

Zdenka e Francesco Fadda detto Big Jim

L’imputato si è sempre professato innocente sostenendo che la vittima si sarebbe ferita gravemente scivolando sul pavimento del locale per poi rovinare sul coltello che la donna impugnava mentre Fadda tentava di disarmarla a seguito di un violento alterco. Dopo il ferimento nel bar di Sorso la donna era deceduta in una casa di Ossi dove Fadda l’aveva trasferita prima di darsi alla fuga nel cuore della notte con le due figlie della vittima, di appena 11 anni all’epoca dei fatti. L’uomo non era nuovo ad episodi di violenza contro la compagna tanto da essere raggiunto da un provvedimento di divieto di avvicinamento alla madre delle due bambine che l’aveva denunciato per maltrattamenti. Zdenka Kreijcicova però aveva ritirato la querela davanti al giudice per non aggravare la posizione giudiziaria dell’uomo, più volte denunciato per truffa e condannato per aver utilizzato assegni e carte di creditoripulite”.

Il procedimento penale maggiore riguardava una serie di truffe consumate nel 2000 in danno di diversi commercianti sassaresi. In fase dibattimentale Fadda si era messo a piangere promettendo di restituire il bottino che, di fatto, rimase nelle sue tasche. Prima della tragedia Big Jim, cosi soprannominato in paese per via del suo fisico atletico, era stato estradato dall’Ungheria, dopo il fermo e l’identificazione da parte dell’Interpol, ancora una volta con l’accusa di truffa. Il caso era stato seguito dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Cagliari, e portava all’iscrizione nel registro degli indagati di una donna ungherese, conosciuta durante la latitanza del pregiudicato. Tornando al fatto di sangue, secondo la ricostruzione dei carabinieri, all’epoca coordinati dal Pm Paolo Piras, la vittima aveva acconsentito ad un ultimo colloquio chiarificatore con il compagno. L’uomo l’avrebbe raggiunta nel suo appartamento di via Tiziano, a Sorso, dove i due avevano iniziato a litigare davanti alle due bambine terrorizzate.

Il bar dove è avvenuto il ferimento mortale della donna

L’alterco era scaturito perché durante un precedente litigio Kreijcicova aveva chiamato i carabinieri. L’uomo era poi tornato in casa della donna e gli animi si erano riaccesi sino alla furibonda lite che aveva provocato la fuga della donna e delle sue due figlie. Fadda le aveva inseguite sino al bar sotto casa dove la poveretta aveva trovato rifugio e proprio nel locale pubblico l’uomo l’aveva accoltellata al torace con un coltello da cucina sotto gli occhi atterriti delle gemelle che urlavano per la paura. Subito dopo Fadda caricava la donna, che perdeva sangue, sulla sua Bmw assieme alle figlie e si dava alla fuga.

Giunto nel vicino paese di Ossi l’assassino avrebbe scaricato il corpo della donna ormai in agonia presso l’abitazione di un suo amico non distante dall’ambulatorio di Guardia medica. Nonostante l’intervento di un’ambulanza la donna spirava senza riprendere conoscenza. Fadda, portando con sé le due bambine intimorite e piangenti, si allontanava a forte velocità con la sua auto ma braccato dai carabinieri che, nel frattempo, avevano ricevuto la segnalazione del delitto. L’uomo raggiungeva la casa di un suo amico a Sassari dove si nascondeva con le due bambine al seguito e con l’intenzione di riprendere la fuga la mattina successiva.

I carabinieri dopo l’arresto del fuggitivo all’interno del centro commerciale

Dopo un lungo inseguimento per le vie della città i militari bloccavano il fuggiasco nel piazzale del centro commerciale Auchan dove veniva arrestato e condotto in caserma. Le due gemelle, fortemente scosse ma in buona salute, venivano affidate ai servizi sociali mentre l’assassino veniva rinchiuso in galera:” Era Zdenka a tenere il coltello in mano – aveva detto da subito Francesco Fadda – poi è scivolata e si è ferita da sola”. Tutte fandonie.

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