LE GIURAVA ETERNO AMORE A CALCI E PUGNI PER POI SOFFOCARLA

Rinviato a giudizio il presunto assassino che secondo i magistrati inquirenti non è pazzo dunque non ha bisogno di perizie psichiatriche. Il tragico copione del femminicidio si ripete con estenuante puntualità.

Messina – A giorni è prevista la ripresa del processo a carico del presunto assassino di Alessandra Musarra di 29 anni. L’uomo non è pazzo dunque non ha bisogno di perizie psichiatriche. Il Gup peloritano Monia De Francesco ha rinviato a giudizio Cristian Ioppolo, allevatore di 26 anni, accusato di aver ucciso a calci e pugni per poi strangolarla la povera ragazza che diceva di amare e ritrovata cadavere nella sua abitazione di contrada Campolino il 7 marzo del 2019. Il magistrato ha rigettato la produzione di una perizia psichiatrica da parte dell’avvocato Alessandro Billè, legale di fiducia di Ioppolo, che ha anche depositato in Cassazione la richiesta di cambiare la sede del dibattimento dal tribunale di Messina a quello di Reggio Calabria, atteso il clima di tensione che il 23 gennaio scorso ha richiesto l’intervento in aula dei carabinieri.

Nella fase preliminare del processo il Gup avrebbe accettato soltanto un rito abbreviato secco che le avrebbe permesso di entrare ed uscire dalla camera di consiglio in breve tempo e con la sentenza in mano. L’avvocato Billè, considerata la mal parata, ha optato per il rito ordinario invocando il proscioglimento del suo assistito. Di parere diametralmente opposto il Pm Marco Accolla che ha richiesto al Gup il rinvio a giudizio di Ioppolo per omicidio volontario. Nella medesima sede i familiari della vittima si sono costituiti parte civile con gli avvocati Oleg Traclò, Maria Gianquinto e Cettina La Torre.

La casa di contrada Campolino, a Santa Lucia Sopra Contesse, frazione collinare di Messina, teatro della tragedia.

Parte civile anche il Cedav, centro Antiviolenza, presieduto da Simona D’Angelo, e l’associazione Al Tuo Fianco di Messina. La data della prima udienza è stata fissata per il prossimo 25 marzo in corte d’Assise. Alessandra Musarra era una ragazza semplice e generosa ma non era felice. Men che meno con Cristian Ioppolo, che aveva conosciuto nell’aprile del 2019, e che credeva potesse farle superare il grave disagio esistenziale da cui era afflitta. Ioppolo, però, pare fosse geloso e non lesinava scenate e liti specie negli ultimi tempi quando si sarebbe convinto di un ritorno di fiamma di un ex compagno della sua fidanzata.

Circostanza, questa, per altro non confermata. L’uomo sarebbe andato in casa di Alessandra nella tarda serata del 6 marzo di un anno fa. Fra i due sarebbe scoppiato un violento alterco durante il quale l’allevatore avrebbe preso a calci e pugni la povera ragazza che avrebbe tentato di difendersi per non soccombere. Purtroppo Alessandra cedeva alla forza bruta del suo aguzzino che dopo averla massacrata le stringeva le mani intorno al collo per soffocarla. Alessandra è stata ritrovata cadavere ai piedi del letto dal padre Luciano che, non avendo più notizie della figlia, si recava presso la sua abitazione per vedere che cosa fosse accaduto:

”…Mia figlia era una ragazza debole – ricorda tra le lacrime Luciano Musarra – tante volte le dicevo cosa fai  con quest’uomo accanto… Quando sono arrivato ho bussato e lei non rispondeva, c’era anche Ioppolo, ho preso una scala sulla macchina e l’ho trovata. Si pensa che queste cose possono capitare agli altri invece è capitata a me…”.

Luciano Musarra.

La ragazza aveva il volto tumefatto e lividi sparsi in tutto il corpo. Nel breve volgere di qualche ora magistratura inquirente e polizia mettevano le mani sull’unico sospettato che confessava parte degli eventi delittuosi per poi riferire di non ricordare nulla:

”… Hai scelto il ragazzo sbagliato dicevo a mia figlia  – aggiunge il padre della vittima – più volte le avevo chiesto di lasciarlo…. E’ stata vergognosa la commedia che Ioppolo ha messo in atto con me e con gli altri familiari facendo credere non fosse lui il colpevole con la storia del messaggio mandato dal cellulare di Alessandra e la chiamata che subito dopo aveva fatto a me credendo forse di farla franca…Speriamo che ora la giustizia faccia il suo corso…”.

Il capo della Mobile Francesco Oliveri.

Gli uomini della squadra Mobile, diretti da Francesco Oliveri, e la Scientifica hanno rilevato il Dna del presunto assassino sul corpo della vittima e in ogni parte dell’appartamento di Santa Lucia Sopra Contesse. Sarà assai difficile, per la difesa, invocare il proscioglimento.

Una delle tante manifestazioni alla memoria di Alessandra.
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