Il fisco visto dalle diverse coalizioni: un fiasco

Partiti e candidati propongono soluzioni che avrebbero già dovuto trasformare in realtà durante i precedenti governi. Sono tutte buone ma se non sono state realizzate fino ad oggi un motivo ci sarà. Dunque le riforme promesse vedranno mai la luce? Siamo alle solite.

Roma – Diverse sono le proposte dei quattro poli che si contendono la premiership. La campagna elettorale, nel frattempo, si trasforma in un banco di proposte ed offerte che ognuno pone in “bella vista” alla fiera delle vanità. Sul fisco le ricette sono le più disparate tanto che il centrosinistra punta sul potenziamento della lotta all’evasione. Il centrodestra sulla semplificazione degli adempimenti e pace fiscale.

Un vero e proprio mix, invece, proviene dal Terzo polo che scommette in particolare sugli investimenti nella digitalizzazione, mentre il M5s focalizza la propria attenzione sulla cessione dei crediti. In sostanza nella coalizione del centrodestra si esaspera molto il concetto del taglio della pressione fiscale per famiglie, imprese e lavoratori autonomi, flat tax, pace fiscale e taglio del cuneo.

Ma al centro del programma fiscale comune, c’è anche un “no” secco a qualsiasi forma di imposizione sui patrimoni e tra le misure principali del programma si prevede anche l’abolizione dei micro-tributi, il saldo e stralcio, oltre ad un accordo tra cittadini ed Erario per la risoluzione del pregresso. La parola d’ordine, in pratica, è semplificazione degli adempimenti del complesso sistema tributario, con onere della prova fiscale a carico dello Stato ed una riforma della giustizia tributaria che limiti l’eccessiva afflittiva del sistema sanzionatorio.

Nel centrosinistra, in particolare il Pd, punta sulla suggestione di uno stipendio in più per combattere l’inflazione, nonché alla lotta all’evasione fiscale, al taglio dell’Irpef e un secco “no” a qualsiasi forma di flat tax che avvantaggerebbe i redditi più alti. Queste le principali linee del programma dem per il Fisco. Inoltre, per le partite Iva, gli autonomi ed i professionisti viene prevista un’opzione di autoliquidazione mensile delle imposte in alternativa al sistema saldo-acconto, nonché l’estensione della detrazione Irpef del 50% a tutte le tipologie di start-up per le persone fisiche under 35.

Per contrastare, invece, l’evasione si punta sulla tracciabilità dei pagamenti, l’incrocio delle banche dati ed il potenziamento delle Agenzie fiscali. Per quanto riguarda il M5s si punta sulla stabilizzazione della cessione dei crediti già utilizzata per una delle misure bandiera del movimento come il Superbonus, il cash back fiscale ed il taglio del cuneo. Queste sono alcune delle misure sul fisco contenute nel programma “Dalla parte giusta” per le elezioni del 25 settembre.

Ma si vorrebbe introdurre anche un meccanismo che permetta l’immediato accredito su conto corrente delle spese detraibili sostenute con strumenti elettronici, con l’obiettivo dichiarato di semplificare la vita dei contribuenti e contrastare l’evasione. Inoltre nel programma elettorale é stata evidenziata la cancellazione definitiva dell’Irap a beneficio di tutte le imprese, oltre alle tante altre proposte che nonostante siano stati al governo per quasi 5 anni consecutivi ripropongono per il futuro. Tra le misure bandiera del Terzo Polo in materia fiscale si parla dell’introduzione del minimo esente, pari al reddito necessario per vivere con al fianco una tassazione negativa che aiuti a raggiungerlo. Ma anche abolizione dell’Irap e riordino dell’Iva.

Nell’ambito della riforma fiscale viene evidenziato il rimborso diretto di tutte le spese fiscali, l’unificazione della detrazione tra lavoro dipendente ed autonomo, la detassazione totale per i giovani fino a 25 anni e al 50% fino ai 29 anni. Tra le proposte vi è anche di detassare, solo per il 2022, una mensilità fino a 2200 euro, che le aziende potranno decidere di erogare ai dipendenti.

Una volta abolita l’Irap si passerà ad un sistema con due aliquote con conseguente riordino dei beni assoggettati al pagamento. I temi principali del programma sul fisco dell’Alleanza Verdi-Sinistra sono la lotta all’evasione fiscale e all’elusione, riforma dell’Irpef con l’aumento della quota esente e l’aliquota mobile, imposta sui patrimoni oltre 5 milioni di euro e tolleranza zero per l’elusione delle multinazionali e sui paradisi fiscali.

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