Gli occhi della politica puntati sulla Sicilia

A Roma si attendono i risultati delle urne isolane prima di stringere alleanze per le prossime politiche. Il governatore Musumeci si è fatto avanti da subito per la propria ricandidatura ma nemmeno i suoi alleati più stretti ne sono convinti. Tranne la Meloni ma il suo partito non è compatto su questa decisione. Per il resto una qualche attrattiva può essere costituita da S-Cateno De Luca, ex sindaco di Messina. Il resto è poca roba.

Roma – Non si dirada la nebbia nel centrodestra. Profondo gelo, non solo politico ma anche personale, tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini. La frattura si è consumata a Palermo. Dopo il successo alle elezioni regionali del 2017 nell’Isola, con ogni probabilità, sarà di nuovo in campo l’attuale presidente Nello Musumeci, anche se nel centrodestra non tutti i partiti sembrerebbero pronti a sostenere la sua corsa verso un secondo mandato. Tranne Giorgia Meloni, unica sponsor del leader di “Diventerà Bellissima”.

Matteo Salvini – Giorgia Meloni

La partita di Palazzo D’Orleans dovrà passare prima dalla scelta del candidato di Palazzo delle Aquile. In un primo momento si sono tentate due strade parallele, Lagalla e Cascio, per tentare un accordo in extremis.

Adesso, invece, le strade si sono divise. Con Cascio correranno F.I e Lega e con Lagalla, invece, FdI. Tant’è che Carolina Varchi ha ritirato la propria candidatura a sindaco di Palermo. Insomma le grandi manovre autunnali, in vista delle elezioni regionali siciliane del 2022, sono da tempo avviate.

Intanto il prossimo 12 giugno ci saranno le elezioni amministrative, in concomitanza con i cinque referendum sulla Giustizia, con gli appuntamenti più attesi in Sicilia che saranno quelli di Palermo e Messina. Un vero test elettorale per tutti i partiti, prima della battaglia regionale conclusiva del 2022.

Cateno De Luca

Chi ha giocato d’anticipo è il “solito” Cateno De Luca che, dopo essersi dimesso dalla carica di sindaco di Messina, ha annunciato la sua candidatura a presidente di Regione come indipendente. Alcune parti politiche guardano con interesse alla discesa in campo di “Scateno” e le “sirene” sono in movimento per individuare i potenziali alleati.

In ogni caso, e nella peggiore delle situazioni, costituirà una probabile attrattiva per diversi cittadini siciliani che hanno perso alcuni punti di riferimento o un’alternativa, come il M5s prima di allearsi con il Pd.

Nel centrosinistra, infatti, appare sicura un’alleanza tra i Dem e il Movimento populista grillino, mentre la galassia dei moderati centristi sembra appannata nonostante si parli di dare vita ad una sorta di Terzo polo. Invece è probabile che si divideranno tra i due principali schieramenti.

Nello Musumeci, presidente uscente Regione Sicilia (Foto Luca Zennaro)

Nello Musumeci. che “ha rotto” gli indugi da tempo, si è auto-candidato per il secondo mandato. Se avesse aspettato proposte in tal senso forse avrebbe fatto le ragnatele. Nessun entusiasmo, difatti, aleggia fra gli alleati di fronte a questa disponibilità. Diverse le critiche, dunque, tra i partiti che sostengono il Governo, ma nessun assessore si scolla dalla poltrona. Del resto sono sotto gli occhi di tutti le turbolenze all’interno della maggioranza che non hanno reso il clima sereno all’interno del centrodestra.

In particolare Forza Italia ha voluto rinviare ogni decisione a dopo le elezioni amministrative, mentre i “neo salviniani siculi”, con l’avallo del leader, hanno apparentemente deciso in autonomia e lontano da ombre romane o milanesi.

Sembra però scontata la netta opposizione alla ricandidatura di Musumeci, salvo ripensamenti strategici dell’ultima ora. Situazione abbastanza complessa anche nel centrosinistra, dove non sembrerebbero esserci dubbi su un’ alleanza tra il Pd ed i Pentastellati.

Giuseppe Conte e Enrico Letta

Di contro per la scelta del candidato le trattative sono in continuo work in progress, come si dice. Hanno dato la propria disponibilità a candidarsi Claudio Fava (con oltre cento firme a sostegno) e l’europarlamentare del M5S Dino Giarrusso.

Ma questi ultimi non sembrano tanto graditi, nell’ambito dei due maggiori partiti del “campo largo” tanto osannato da Letta e dal segretario regionale Anthony Barbagallo, anche se si ostenta tranquillità e comunità d’intenti.

La scelta sembra già da tempo presa e ricade su Caterina Chinnici, il resto solo comparse utili a tenere vivo l’interesse elettorale. Ci si chiede se Raffaele Lombardo, in questo caso, rimarrà avvinto dal legame, già incrinato, con la Lega oppure oltrepasserà lo steccato verso la sua ex assessora. Chissà. 

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