FISCHER F75 LTD, UN OTTIMO APPARATO CHE NON TRADISCE MAI

Comodo durante il lavoro ma occhio alla mineralizzazione dei terreni da esplorare

Ciao amici,

eccoci di nuovo qui a recensire un’altra splendida macchina: il Fischer F75 LTD. Si tratta dell’ultima relase del Fisher F75 Special Edition, che attualmente rappresenta il top di gamma di questo famoso brand d’oltreoceano. Rispetto all’F75 standard, lo SE si presenta nella livrea tutta nera e non dorata.

Descrizione:

Il metal è composto da un’asta a tre segmenti, pluriregolabile in lunghezza e con diverse regolazioni anche al bracciolo, per potersi così adattare alle più svariate fisionomie. E’ piuttosto leggero, infatti siamo intorno al chilo e seicento grammi di peso, con un bilanciamento ottimo. Basta dire che non abbiamo nemmeno la fascia sul bracciolo, segno che la parte posteriore tende a spingere sul gomito e non a cadere. Sotto il bracciolo abbiamo poi il box batterie, che integra la rotella di accensione e regolazione volume, oltre alla presa del jack per l’utilizzo delle cuffie.

Il metal funziona con solo 4 elementi AA, ma l’autonomia è di 40 ore circa. Molte di più (circa 60) se si utilizzano batterie al Ni-Mh, a tutto vantaggio dei costi di esercizio e del rispetto dell’ambiente. Quindi un metal davvero pratico nei consumi, in piena tradizione Fisher. Nel control box display abbiamo invece 3 comandi. Il grilletto sul posteriore per il pinpoint e bilanciamento, una rotella a giri liberi per le regolazioni e un pulsante per accedere alle varie modalità’. Una volta acceso lo strumento siamo di fronte ad un ampio display retroilluminato (che rimane sempre acceso e, grazie alla tecnologia LED, non incide in maniera significativa sui consumi), che ci da veramente tante informazioni, che magari ad un primo impatto possono spiazzare. Cominciato ad usare, però, si rivela uno strumento abbastanza semplice ed intuitivo nelle varie regolazioni.

Prove in aria nelle varie modalità‘:

Prima di portarlo sul campo abbiamo eseguito le classiche prove in aria, per valutare le differenze dei vari programmi e le potenzialità delle stesse.

 

Commento brevemente le modalità più interessanti:

FA- FAST. E’ una nuova modalità, introdotta con l’aggiornamento che rende la recovery del metal ancora più veloce, utile nelle zone con molto trash. La profondità di rilevamento è però ridotta a causa di questa estrema velocità.

DE- DEFAULT. E’ la modalità Standard, caratterizzata da prestazioni bilanciate in ogni contesto.

JE- JEWERLY. Modalità con recovery leggermente più lenta della DE, ma con più profondità e sensibilità al piccolo.

BP- BOOST PROCESS. Sarebbe in pratica una modalità standard con più potenza (TX maggiorato). Utile quando non si possa tenere la piastra aderente al suolo per causa dell’erba alta, ecc.

CACHE LOCATING. Modalità con recovery molto lenta e TX maggiorato, utile quando si ricercano grandi masse.

Test sul campo:

Campo erboso non coltivato:

Purtroppo le prove sono state fatte tutte nel periodo invernale e sempre in condizioni meteo poco favorevoli.

La macchina si è sempre comportata bene e ha fatto scavare diversi target dove eravamo già passati con altri metal. La modalità che abbiamo usato di più è stata la JE (Jewerly), con i toni impostati su 2L (2 toni, volume del ferro basso), in quanto era quella che ci dava più “fiducia” e feeling. Abbiamo tirato fuori anche un pezzo di lattina di Fanta del secolo scorso a circa 40-45 cm, dove eravamo passati anche con l’F19 e che, ovviamente, non aveva sentito. Il metal va usato sempre con un minimo di discriminazione, in quanto per essere un 13khz, è veramente molto sensibile e tende a far un po’ di concertino nel primo range di vdi, producendo toni strani. Con un minimo di disc, quindi, si garantisce la giusta stabilità senza influire sulla sensibilità di rilevamento. Infatti non è raro che faccia scavare inneschi di cartucce ed alti piccoli frammenti di materiale nobile.

Arato medio:

Abbiamo scelto questo campo perché, pochi giorni prima, avevo visto “dei colleghi” girarci, e volevamo vedere se l‘F75 LTD riusciva a pescare qualcos’altro… E così è stato! Diversi target nobili alle più svariate profondità, segno della sua ottima sensibiltà al piccolo e ottima profondità generica.

Perciò sull’aratura di grana media, con terreno abbastanza umido, non ha dato segni d’instabilità, agganciando sempre in maniera corretta i target rilevati.

Abbiamo provato diverse modalità, tra cui la PF, specifica per i campi arati, ma alla fine quella che ci ha convinto di più tra le tante è stata la JE.

Test mattoni refrattari/mineralizzato estremo/chiodi/profondità:

Dai test eseguiti, si comporta egregiamente, per essere un VLF, anche nelle situazioni più estreme, riuscendo a “bucare” nel limite del possibile un mattone refrattario di circa 5 cm. Ci preme specificare che la terra utilizzata, proveniente dal Lazio, è così mineralizzata che la scala indicante la % di FeO2 è sempre al massimo o quasi. Per far i capire l’entità di mineralizzazione, la moneta (2centesimi VEII), semplicemente appoggiata sul mattone, viene rilevata con suono nobile al massimo a 3/5 cm dalla piastra. Dopo di che suona ferro! Per ora non abbiamo trovato VLF in grado di “bucare” questo terreno (solamente i pulse ci riescono). La separazione, poi, con la modalità FA, è notevolmente migliorata rispetto alla modalità DE. Una funzione che, abbinata ai nuovi volumi opzionali del ferro, sarà sicuramente gradita a chi dovrà operare in condizioni di alto inquinamento ferroso.

Abbiamo effettuato diverse prove seppellendo un 10 cent VEII a circa 40 cm, per vedere se con le modalità BP o CL si avevano dei miglioramenti tangibili. Incredibilmente i risultati migliori in profondità li ho sempre ottenuti con la modalità JE. A nostro avviso, BP serve nel caso in cui, per motivi morfologici del terreno, si debba essere costretti a spazzolare “alti”. Grazie al BP recupereremmo, quindi, la distanza persa “in aria”. CL, invece, potrebbe dir la sua su masse metalliche di dimensioni importanti, tipo elmetti, taniche, ecc. (sul manuale si dice di rilevamenti fino a 2 metri circa); inutile quindi per una ricerca generica.

Le cose che non ci sono piaciute:

Come anticipato, il display rimane sempre acceso e non vi è modo di spegnere la retroilluminazione. In condizioni di bassa luminosità, tipo al tramonto o prime luci dell’alba, la luminosità del display è accettabile e ci consente di eseguire agevolmente le nostre ricerche. In condizioni di buio totale, il display è troppo luminoso ed acceca l’utilizzatore. E’ un difetto comune dei metal a display retroilluminato. Ma, almeno, di solito, si può spegnere. Qui no, ed è veramente frustrante. Sarebbe bastato poco per pensare quantomeno ad un sistema On/Off o, tanto meglio, rosso e regolabile come l’F19. Se volte cercare in notturna, quindi, dovete in qualche modo coprirlo. Non ci è piaciuta nemmeno la posizione della presa delle cuffie. L’avrei preferita messa sul fianco del display, come sull’F19, ecc., in quanto molto più comoda quando si tratta di setacciare la terra a mano sulla piastra. Con l’attacco così indietro non è per niente agevole, perché il filo delle cuffie “tira” e dà parecchio fastidio. Quando questi americani capiranno che siamo nel 2019 ed è ora che facciano i metal con le cuffie wireless?

Conclusioni:

Insomma, anche questa volta siamo di fronte ad un signor metal detector, relativamente semplice da usare e ricco di funzioni, proposto ad un prezzo assolutamente concorrenziale per un top di gamma, se si pensa anche alle 2 piastre e ad accessori utili come le cover, che sono inclusi. Rispetto al modello precedente è stata notevolmente migliorata la stabilità e ridotto il nervosismo, vero tallone d’Achille, a sentir le varie opinioni in rete dei “vecchi” F75LTD. Chi avesse poi un F75 LTD di prima generazione e volesse aggiornarlo può farlo; trovate tutte le info al riguardo sul sito ufficiale della Fisher. Speriamo che le prossime produzioni tengano sempre più conto anche del mercato europeo, introducendo modifiche importanti come le cuffie wireless. E, perché no, delle aste telescopiche che male non fanno.

Sperando di non avervi annoiati con le nostre disquisizioni, desidero ringraziare come sempre la GEOTEK CENTER di Terni, per averci fornito il metal, e SMART Metal Detector, per aver contribuito a questa recensione.

Auguriamo buone ricerche a tutti!

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