DECRETI SU DECRETI MA I SOLDI NON ARRIVANO

Proteste da sindacati, Confindustria, allevatori e agricoltori. L’unico fattore in aumento è quello della disoccupazione e delle piccole imprese che chiudono. Il Governo rinvia e tace.

Il decreto rilancio non è ancora stato approvato ma ha già suscitato malumori. Le associazioni sindacali nazionali hanno sollevato dubbi circa l’imparità tra le tutele legate alle imprese e quelle per i lavoratori. Il governo avrebbe, inoltre, sorvolato sulla questione dei 10.000 Vigili del Fuoco che attendono la stabilizzazione e che, specie in questo momento, hanno prestato servizio in maniera seria e puntuale. Bersaglio delle critiche sarebbero anche i bonus vacanza, preferiti, secondo i sindacati, alla regolamentazione dei precari della pubblica amministrazione. Emergerebbero numerose incongruenze e contraddizioni tanto che Maria Teresa Turetta, segretaria nazionale CUB pubblico impiego, non ha avuto problemi a definire il decreto di maggio un decreto “povertà”:

“…Il governo si è genuflesso a Confindustria – spiega Turetta– nella bozza di decreto “rilancio” che sarà approvato nei prossimi giorni sono previste ingenti risorse, sgravi fiscali, bonus, milioni di euro a fondo perduto a sostegno delle imprese. Solo spiccioli per chi è in difficoltà, per chi ha perso il lavoro e ora rischia di perdere anche la casa. Nulla è stato stanziato per la stabilizzazione dei diecimila Vigili del Fuoco discontinui. Un decreto “povertà” che sceglie di lasciare irrisolti i problemi di sempre: disoccupazione, precarietà, sfruttamento, degrado del territorio e delle infrastrutture. Il governo invece di dare certezze lavorative alle migliaia di precari della Pubblica Amministrazione stanzia milioni di euro per i bonus vacanza per le famiglie, i 700 euro per l’acquisto delle bici elettriche. Un decreto privo di logica, un puzzle impazzito di stanziamenti che pare premiare lobby di potere piuttosto che risolvere i drammi dell’Italia. I diecimila precari del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco non sono nemmeno stati menzionati in questo decreto…”.

Maria Teresa Turetta

Il timore dei sindacati è che neanche gli sgravi fiscali o gli incentivi economici possano preservare l’Italia dall’imminente ondata di disoccupazione. La produttività delle industrie, secondo quanto riporta l’Istat, nel solo mese di marzo 2020 ha fatto registrare una riduzione del 28,4% rispetto al febbraio precedente, per un totale di -8,4% se calcolato su base trimestrale. Numeri importanti, che non possono nascondere il timore per il prossimo futuro.                                                                                               

Diverse proteste sono giunte anche da Confagricoltura che, tramite le parole del presidente Massimiliano Giansanti, ha sottolineato la criticità della situazione in cui versa il settore e ha chiesto all’Unione Europea l’attuazione di misure urgenti e lo stanziamento di nuovi fondi. Allevatori e agricoltori italiani hanno evidenziato come lo stato della macellazione animale sia in generale diminuzione, provocando il ribasso generale dei prezzi all’origine e l’aumento dei costi per l’alimentazione per zootecnia. Sarebbero 200.000 mila, inoltre, i campi in ritardo con l’aratura.

“…Le misure varate finora dalla Commissione europea – spiega Giansanti – per l’emergenza Coronavirus sono assolutamente insufficienti. Occorre mobilitare nuove risorse finanziarie ed ampliare la sfera degli interventi di mercato. Sul settore vitivinicolo e delle carni suine è indispensabile agire con la massima urgenza. Nel recente rapporto sulle prospettive economiche la Commissione ha indicato che la crisi in atto è senza precedenti e può addirittura minare il funzionamento del mercato unico. In questo scenario è stata prevista per l’agricoltura una spesa straordinaria limitata a 80 milioni di euro. È un importo del tutto inadeguato. Basti guardare a quanto deciso fuori dalla UE…”.

 

Massimiliano Giansanti
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