Con la scusa della ricorrenza liberi tutti

In tutta Italia migliaia di persone si sono riversate nelle piazze e nelle vie dei centri storici anticipando quello che avverrà dal 26 aprile in poi. Complice la festa nazionale che ha provocato vasti assembramenti e riunioni di partecipanti a manifestazioni dedicate alla memoria.

Milano – In centro parlare di assembramenti sembra un eufemismo. Alle 10 del mattino c’era già una gran folla con tutti i negozi aperti. Ognuno a “festeggiare” il 25 aprile come se ci fossimo lasciati alle spalle la pandemia che, invece, silenziosa e infida gira ancora fra di noi implacabile e pronta a colpire.

Fra manifestazioni alla memoria e shopping il capoluogo lombardo si appresta a tornare alla cosiddetta normalità e ne ha voluto dare un anticipo. In piazza Duomo e nelle vie adiacenti era tutto un brulicare di persone che passeggiavano tranquillamente a dire il vero senza alcun motivo di necessità ma vuoi mettere il tepore del sole primaverile dopo tanti brividi e privazioni?

Non so quanto ci costeranno queste riaperture e se, cosi facendo, non saremo costretti a richiudere di nuovo sderenando per sempre la nostra salassata economia ma una cosa è certa: la situazione non fa prevedere nulla di buono.

Da lunedi 26 gran parte dell’Italia tornerà a vestire di giallo e se non fosse per il mantenimento del coprifuoco e delle mascherine si potrebbe pensare che il peggio è passato sapendo che non è affatto vero. Ma tant’è.

E sarà tutto un crescendo rossiniano con la riapertura di cinema, teatri e palestre in un momento in cui il piano vaccinale mostra le sue mille falle e con un discreto rialzo dei contagi in diverse regioni che, chissà perché, rimarranno in giallo piuttosto che in rosso per come si faceva sino ad un mese fa.

Non sappiamo a che gioco stanno giocando ma siamo certi che ci costerà un botto e già si riparla di patrimoniale e tassa sulla prima casa. Come sempre quando in questo Paese il governo batte di cassa. Pandemia a parte.

Lo avevamo sospettato quando Draghi disse questo è il momento del dare e non del prendere. Nel dare il primo ministro aveva dispensato dati e numeri, per quanto riguarda il prendere a breve presenterà il conto agli italiani, senza anticipazioni.

E sarà un conto salato. Allora si che ci toglieremo la mascherina, per non soffocare dallo spavento.

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