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Chi è l’assassino di Alice Neri?

Il sospettato numero uno è Mohamed Gaaloul per tutta una serie di risultanze investigative ma il caso non è ancora risolto. Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo e la difesa dell’indagato non scopre le carte preferendo la facoltà di non rispondere per il proprio assistito.

Ravarino – Continuano le indagini sulla morte di Alice Neri, 32 anni, mamma di una bambina, ritrovata cadavere nella sua auto carbonizzata il 18 novembre scorso nelle campagne di Fossa, frazione di Concordia sulla Secchia, in provincia di Modena. Per la morte della donna il 14 dicembre 2021 è stato arrestato in Francia, Mohamed Gaaloul, 29 anni, fortemente sospettato di omicidio.

Alice Neri

Al momento rimangono scagionati da ogni ipotesi di reato il marito della donna, Nicholas Negrini, 34 anni, ed il collega della vittima, Marco Cuccui di 33 anni, con il quale Alice aveva trascorso ben sette ore seduta al tavolo dello Smart Cafè di Concordia. I due uomini erano stati iscritti sul registro degli indagati come atto dovuto ma gli investigatori non ci hanno messo molto a scoprire che la vittima avrebbe raccontato al compagno di vita diverse bugie su quella sua uscita di casa del 17 novembre poi culminata con la sua tragica dipartita.

La donna aveva detto a Negrini che avrebbe dovuto incontrarsi con un’amica e non con il collega sardo. Dalle ricostruzioni degli inquirenti Alice, finito il suo turno di lavoro, tornava a casa alle 18.30 e diceva al coniuge di uscire per incontrare una sua amica. Di fatto se ne andava senza cambiarsi d’abito per poi raggiungere, a bordo della sua auto, il bar Smart Cafè dove giungeva alle 19.30.

Il locale dove la vittima sarebbe riamasta per ore in compagnia del suo collega di lavoro

Dopo 10 minuti arrivava nel locale Marco Cuccui accolto con un saluto cordiale dalla donna che fino al suo arrivo aveva parlato al telefono, stando alle dichiarazioni di alcuni testimoni. Alice sarebbe rimasta con Cuccui sino alle 2 del mattino, fra un’allegra chiacchierata e un drink. Subito dopo l’uomo, come confermerà agli inquirenti, avrebbe accompagnato Alice nel parcheggio del locale e dopo averla salutata la pregava di inviargli un messaggio una volta che la donna fosse arrivata a casa.

Alle 2.30 una telecamera stradale inquadrava l’auto dell’uomo mentre girava a destra della carreggiata di via Mirandola, dove al civico 83 è ubicato il bar, e dieci minuti dopo il medesimo occhio elettronico riprendeva l’auto di Alice mentre imboccava la direzione opposta. Gli investigatori, coordinati dal Pm Claudio Natalini, mantengono sulla vicenda il massimo riserbo, e silenzio, sino a quando veniva avanzata l’ipotesi di un terzo uomo.

Una persona che Alice avrebbe incontrato dopo il commiato con Cuccui e alla quale avrebbe telefonato, forse per fissare un appuntamento, in quei dieci minuti di attesa al bar prima che la donna venisse raggiunta dal collega di lavoro. E qui il primo colpo di scena. Quando veniva reso noto il nome del maggiore sospettato, per l’appunto Mohamed Gaaloul, gli inquirenti diramavano diverse notizie alla stampa.

Il luogo dove è stato ritrovato il cadavere della donna dentro la sua auto carbonizzata

Una delle quali decisiva per il proseguo dell’inchiesta: la telecamera o, meglio, le telecamere stradali vicine al bar di via Mirandola avevano immortalato le immagini di Gaaloul mentre saliva a bordo dell’auto di Alice, verosimilmente nel parcheggio dove poco prima l’aveva lasciata Cuccui. L’auto della donna avrebbe fatto un paio di giri intorno al pub per poi fermarsi sul retro del locale per oltre un’ora prima di riprendere la corsa verso le campagna di Fossa, luogo dove gli investigatori ritrovavano il cadavere di Alice e la sua auto carbonizzata.

Poi il secondo colpo di scena: a portare gli inquirenti sulle tracce di Gaaloul sarebbe stato proprio Cuccui il quale avrebbe riferito agli investigatori ciò che Alice gli aveva confidato: ”Mi debbo incontrare più tardi con un ex compagno di lavoro”. Questa importante dichiarazione e le immagini delle telecamere, oltre alla permanenza di Gaaloul nella sala slot attigua al bar, portavano gli inquirenti a fermare il tunisino che nel frattempo si trasferiva in Francia.

Liza Kladu e Mohamed Gaaloul

A questo punto scattava l’arresto e Gaaloul dichiarava di non conoscere Alice e di averle chiesto solo un passaggio. La moglie dell’indagato, Liza Kladu, prima diceva di essere stata con il marito quella maledetta notte ma poi ritrattava. Il 5 gennaio scorso Gaaloul si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere. La legge Cartabia non permette di conoscere altri particolari.

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