AL MICROFONO BRUNETTA: MEGLIO LA RECLAME DEL CAFFE’

No alle elezioni. Meglio governare con i due Matteo e con quel che rimane del centrodestra. Tutti insieme appassionatamente perchè conviene a tutti tranne agli italiani

No, non ci posso credere. Appena ho sentito Brunetta a Radio Radicale mi sono detto: questo è matto da legare. In effetti il suo sproloquio politico aveva qualcosa da paziente appena uscito dal Tso ma non potevo credere alle mie orecchie quando ha argomentato dei due Renzi, ops pardon, dei due Matteo:

”…Il centrodestra deve puntare a governare, visto che le ultime elezioni le ha vinte, e non deve pensare a una futura palingenesi attraverso le urne, che non sono attualmente una strada percorribile. Bando, allora, alle miopie e agli egoismi dei due Mattei. Facciano entrambi una riflessione e anche un’autocritica. I due Mattei hanno in gran parte programmi in comune…”.

Il bassetto di Forza Italia, poi, continuava la sua contumelia senza capo né coda tanto che mi costringeva quasi a chiuderla la radio per non sentire più idiozie e coglionaggini. Ma come si possono proporre agli italiani inciuci del genere? Compromessi che farebbero arrossire anche la vecchia Dc che, di inciuci, se ne intendeva e tanto. Dunque, come siamo messi? Davvero le elezioni sarebbero un campo minato dunque off limits? Insomma per il Renato Rascel, fedelissimo di Berlusconi, la strada del governo volemose bene sarebbe a portata di mano dunque perché non acchiapparla al volo? Per curiosità rialzo il volume e, per poco, non svengo:

“…Sarebbe ammissibile anche il contributo di Italia Viva in una ipotetica maggioranza di centrodestra, fattibile senza ricorrere alle elezioni anticipate… due Mattei – reiterava Brunetta – hanno in gran parte programmi in comune. Basti pensare a Renzi sulla giustizia e sugli investimenti. Se allora quello è il programma di Renzi, questo è anche il programma del centrodestra unito che ha vinto le elezioni nel 2018. E quel programma l’ho scritto io. Veramente io impazzisco perché non capisco, di fronte a questa realtà, i due Mattei non facciano una riflessione insieme a tutti gli altri protagonisti del centrodestra, come Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi…”.

Brunetta ritiene di vincere con le sue proposte

Infatti Brunetta non capisce ma non capisce davvero nulla, specie di politica, e farnetica ipotesi che, vivaddio, per come è ridotto il nostro Bel Paese, potrebbero pure avverarsi. E sarebbe una iattura. L’indomito forzista, però, non molla e riparte alla carica. Sempre in radio e contraddicendosi esclama con voce da premier:

”… Renzi? Non mi permetto di dargli alcun consiglio, tanto sa sbagliare tranquillamente da solo. Io so solo che il centrodestra ha il dovere di governare. Il Paese sta andando in malora e sembra che non se ne accorga nessuno. I 150 tavoli di crisi aziendali sono sempre lì: il governo e Conte non ne hanno risolto nemmeno uno. Siamo l’ultimo Paese per crescita, il primo per debito, il deficit sta andando alle stelle. Questo è dovuto alla continuità effettiva tra Conte Uno e Conte Due per quanto riguarda la spesa pubblica assistenziale: – il reddito di pigrizia – e quota 100 sono rimasti e 15 miliardi sono stati buttati via col taglio degli investimenti pubblici e di quelli privati…”.

Una disamina eccellente quella che Brunetta mette sul tavolo, peccato che sia già nota a tutti da mesi. Siamo alla canna del gas e non perché ce lo dice Brunetta che, indomito, ha continuato la sua lungagnata spiegando il perché il ritorno al voto sembra impossibile:

”…Siamo in una situazione in cui, di fatto, è impossibile sciogliere le Camere e andare a elezioni anticipate prima del referendum costituzionale del 29 marzo sul taglio del numero dei parlamentari. Quindi, di fatto, non è neanche possibile una crisi di governo senza soluzione. Se il referendum vedesse la vittoria dei Sì, e quindi si cambiasse la Costituzione, sarebbero necessari almeno 3 mesi, se non di più, per la revisione dei collegi e per il combinato disposto dei termini già fissati dalla norma costituzionale di merito – continua – Si arriverebbe, pertanto, a fine giugno e conseguentemente non si potrebbe andare a elezioni anticipate sostanzialmente fino a settembre inoltrato, quando, però, inizia la sessione di bilancio. Da lì fino al termine dell’anno, in piena sessione di bilancio, non si potrebbe andare a elezioni, perché altrimenti non reggerebbe la nostra economia. Quindi, abbiamo effettivamente una finestra temporale possibile tra febbraio e maggio del 2021. A giugno 2021, tuttavia, inizia l’altro semestre bianco, cioè quello che precede l’elezione o la rielezione del presidente della Repubblica…”.

Il suo sermone non fa una grinza peccato non ci creda nessuno, nemmeno il salumiere sotto casa, l’ultimo rimasto aperto nel mio quartiere. Il ritorno alle urne sarebbe possibile per il prossimo settembre e i tempi tecnici ci sarebbero, eccome. Basterebbe soltanto la volontà ma il voto a chi conviene? In questo momento davvero a nessuno ed ecco perché Brunetta tenta l’affondo a Renzi mal facendo i conti con l’altro Matteo che le urne, invece, le vorrebbe domani nell’intento di cuccarsi tutto il cucuzzaro pur avendo perduto quota dopo il flop elettorale in Emilia Romagna. Dunque di che cosa parliamo? Di fare il solito tre oro vince, tre oro perde? Brunetta, infatti, non si smentisce. Per nome e conto del Cavaliere che invoca la Costituzione per il proseguo, forse all’infinito, del governo Conte. Che conviene a tutti tranne agli italiani:

”… C’è anche da smentire l’assunto assai superficiale secondo cui dopo il Conte Due non sono possibili altri governi, ma ci sono solo le elezioni anticipate. Questa affermazione è falsa e non è mai stata pronunciata dal presidente Mattarella. E’ impossibile che l’abbia detta lui. E’ stata invece divulgata da alcuni commentatori ignorantelli, che l’hanno attribuita a fonti del Quirinale. Ma non è vera e priva di qualsiasi base costituzionale – spiega – perché la Costituzione prevede che il presidente della Repubblica prima di sciogliere le Camere, deve accertare l’esistenza di una maggioranza certificata in Parlamento. Se c’è questa maggioranza, si può fare il Conte Uno, il Conte Due, il Conte 27, il Conte 45 e tutti i Conti della contea. Quindi, non è pensabile che Mattarella abbia detto: ‘Mi sono stufato. Dopo il Conte Due si va a elezioni’. Né proviene dalle più lontane periferie del Quirinale…”.

Meglio la reclame del caffè Borbone che continuare a seguire il pistolotto forzista. Un fondo di verità, però, può darsi che ci sia. Occhio, perché sono capaci di tutto.

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