L’agente, di 39 anni, avrebbe preteso rapporti in cambio dell’annullamento di una denuncia per furto. A incastrarlo gli screenshot dei messaggi inviati a una delle vittime.
Venezia – Uno scenario di abusi di potere e violenza scuote la Questura, dove un vice ispettore di 39 anni, originario del Trentino, è stato arrestato con le gravissime accuse di violenza sessuale aggravata, induzione indebita e tentata induzione indebita. L’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, emessa dalla Gip Benedetta Vitolo su richiesta del pm Roberto Piccione, è stata eseguita nei giorni scorsi al termine di un’indagine che getta un’ombra sugli uffici di Santa Chiara.
La vicenda, come riporta La Nuova Venezia, ha avuto inizio nel dicembre scorso presso il centro commerciale “Nave de Vero” di Marghera, dove due donne trans erano state scoperte a rubare in alcuni negozi e denunciate a piede libero. Una volta condotte in Questura per le procedure di identificazione, il vice ispettore avrebbe proposto loro di “cancellare” la denuncia per furto in cambio di un rapporto sessuale di gruppo.
Di fronte al rifiuto delle due donne, l’agente avrebbe seguito in bagno una di loro, una cittadina peruviana, costringendola con la forza a subire un rapporto orale, ribadendo che solo così avrebbe annullato gli atti giudiziari a suo carico. Le indagini sottolineano come l’indagato avrebbe fatto leva sulla precarietà burocratica delle vittime, una delle quali irregolare sul territorio e l’altra con il permesso di soggiorno in scadenza.
Nonostante il fatto risalga a dicembre, la denuncia è arrivata solo a marzo, supportata da prove ritenute inconfutabili. Il giorno successivo alla violenza, il poliziotto ha contattato la vittima via WhatsApp chiedendo quando si sarebbero rivisti. Alla richiesta della donna di identificarsi, l’uomo ha risposto facendo esplicito riferimento al rapporto consumato in bagno e alla promessa del rapporto di gruppo.
Quando la donna ha risposto ricordandogli l’accordo per annullare la denuncia, il vice ispettore ha cancellato in tutta fretta l’intera conversazione. La vittima, tuttavia, aveva già salvato le schermate tramite screenshot, poi consegnati agli inquirenti.
La Questura di Venezia ha reagito con fermezza alla notizia, avviando immediatamente i procedimenti disciplinari interni finalizzati alla sospensione del vice ispettore. Il 39enne comparirà davanti alla Gip Vitolo per l’interrogatorio di garanzia, momento in cui potrà fornire la propria versione dei fatti e difendersi dalle pesanti accuse che rischiano di costargli la radiazione definitiva dal corpo della polizia di Stato.