L’ufficiale che coordinò le indagini sull’omicidio di Chiara Poggi è accusato di false informazioni ai pm. Sotto la lente gli interrogatori del 2008 e il “giallo” del malore di Andrea Sempio.
Pavia – Una nuova tempesta giudiziaria si abbatte sul caso di Garlasco, a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi. Gennaro Cassese, 62 anni, l’ex capitano dei carabinieri che guidò la compagnia di Vigevano durante le prime cruciali fasi dell’inchiesta, è stato iscritto nel registro degli indagati per “false informazioni al pubblico ministero”. Lo riporta Il Corriere della Sera. Al centro dell’attenzione degli inquirenti pavesi vi sono le presunte anomalie riscontrate nei verbali di interrogatorio redatti nell’ottobre del 2008.
L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Civardi, ha evidenziato incongruenze temporali che metterebbero in dubbio la regolarità delle procedure seguite all’epoca. I magistrati hanno rilevato che il 4 ottobre 2008 tre diverse persone (Sempio, Biasibetti e Capra) furono interrogate negli stessi locali e dagli stessi verbalizzanti in orari parzialmente o totalmente sovrapposti.
Durante quegli atti, Andrea Sempio consegnò lo scontrino di un parcheggio di Vigevano, considerato per anni il suo alibi di ferro. Oggi gli inquirenti sospettano che quel tagliando non fosse in possesso del giovane ma che sia stato portato successivamente dalla madre, senza che della sospensione del verbale sia rimasta traccia documentale.
L’aspetto più critico emerso dai recenti confronti riguarda lo stato di salute di Andrea Sempio (all’epoca ventenne) durante l’audizione condotta da Cassese. I pm hanno recuperato una scheda di intervento dei sanitari che attesta il soccorso a Sempio per una “lipotimia” (uno svenimento) avvenuta proprio durante l’interrogatorio, con un intervento durato 16 minuti.
Di questo episodio, così come dell’ingresso dell’ambulanza in caserma, non vi è alcuna menzione nel verbale ufficiale. Interpellato dai magistrati nel giugno 2025, l’ex capitano ha risposto con ripetuti “non ricordo”, nonostante l’evidenza dei documenti clinici mostrati in aula. L’interrogatorio di Cassese è stato quindi interrotto nel momento in cui le sue versioni sono apparse in contrasto con le prove documentali raccolte dalla Procura di Pavia.
L’ex ufficiale, che in una recente apparizione televisiva aveva ammesso genericamente di aver commesso delle “cappellate” durante le indagini, ha negato di soffrire di deficit patologici di memoria, pur non riuscendo a spiegare le lacune dei verbali.
L’incriminazione di Cassese si inserisce nel nuovo filone di indagine che vede Andrea Sempio come unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, dopo la condanna definitiva di Alberto Stasi, sollevando pesanti interrogativi sulla gestione iniziale della catena di comando investigativa.