L’episodio durante San Fidenzio Polverara-San Precario. Il club ospite: “Discriminatorio”. L’AIA chiarisce: “Richiesta mai autorizzata”. Indaga la FIGC.
Padova – Una partita di Seconda Categoria si è trasformata in un caso nazionale che scuote il mondo del calcio dilettantistico. Durante le procedure di riconoscimento prima del match tra San Fidenzio Polverara e San Precario, il direttore di gara ha preteso di visionare il permesso di soggiorno di due calciatori di origine africana. L’episodio, come riporta Il Gazzettino, ha scatenato l’immediata reazione della Polisportiva San Precario, società padovana nata nel 2007 e da sempre schierata in prima linea sui temi dell’antirazzismo e dell’integrazione sociale.
Il presidente del San Precario, Roberto Mastellaro, ha espresso tutto il suo sconcerto per l’accaduto, definendo la richiesta “al limite dell’assurdo”. Secondo la ricostruzione, l’arbitro avrebbe puntato l’attenzione esclusivamente sui due giovani atleti neri, ignorando altri giocatori extracomunitari presenti in rosa.
“Siamo rimasti allibiti – ha dichiarato Mastellaro -. Il regolamento parla chiaro: servono carta d’identità, passaporto o tesserino FIGC. Chiedere il permesso di soggiorno basandosi sulla provenienza geografica è un atto discriminatorio“. Solo la volontà di non far saltare l’inizio della gara ha spinto i dirigenti a esibire i documenti richiesti, pur annunciando battaglia nelle sedi opportune.
La vicenda è ora al vaglio degli organi federali. Giuseppe Ruzza, presidente regionale della FIGC, ha già richiesto una relazione dettagliata per fare luce sulla condotta del fischietto. Anche i dirigenti del San Fidenzio Polverara hanno confermato l’anomalia della richiesta, definendola “davvero strana”.