VADE RETRO SPOSE IGNUDE

Un parroco e un monsignore si battono per il decoro di certi matrimoni fin troppo scollacciati a cui non sarà più concesso l’ingresso in chiesa. Eleganti ma decenti…

RIBERA (Agrigento) – No agli abiti succinti delle spose, il matrimonio è un sacramento che va rispettato con moderazione e decoro. Un sacerdote siciliano sbarra l’accesso alla sua chiesa a chi intende dare spettacolo di cattivo gusto mettendo in mostra le grazie femminili. Le mode cambiano ed anche gli abiti da sposa seguono le nuove tendenze sempre più “minimaliste” ovvero sempre indumenti sempre più scollacciati con ampi decolleté e spacchi da capogiro che fanno vedere, più che chiaramente, seni e fondoschiena di chi convola a nozze.

Don Antonio Nuara, il sacerdote che non ci sta con spose quasi nude e sposi tolleranti.

L’eccessiva spregiudicatezza ed eccessiva libertà dei costumi ha dato grande fastidio a don Antonio Nuara, 70 anni, parroco della chiesa dell’Immacolata di Ribera, la città della arance conosciute in tutto il mondo. Il sacerdote, certamente infastidito da matrimoni dallo stile sempre più erotico, ha deciso di sbarrare la porta del noto luogo di culto alle coppie che non dimostrano decoro e rispetto in occasione della celebrazione di un sacramento:

”…No alle spose scollacciate che entrano nel tempio di Dio – dice don Antonio – si può essere eleganti ma rispettare al tempo stesso la sacralità della chiesa. Più volte ho dovuto richiamare le spose che per il giorno più bello della loro vita avevano decisamente esagerato, in qualche caso erano quasi nude… Ormai non si ha più equilibrio, come quella volta che uno sposa mostrò in pubblico un seno perché scivolato oltre il bordo di un abito decisamente esagerato. Qui non è problema di centimetri ma di buon senso, siamo in un luogo consacrato e non sulla spiaggia. No mi turba il corpo femminile bensì certi comportamenti. Ci vuole più sobrietà e rigore quando ci si accosta a Dio…”.

Abiti da sposa sempre più spregiudicati ma non adatti per ricevere un sacramento.

Don Antonio Nuara è un uomo di grande cultura ed è particolarmente stimato dalla popolazione locale anche per le sue battaglie in favore dei disabili e dei cittadini meno abbienti dunque che abbia da ridire su certe passerelle è più che sacrosanto:… Si può essere eleganti ma rispettare al tempo stesso la sacralità della chiesa – aggiunge il parroco di Ribera – non mi stupisce il nudo in una galleria d’arte ma per la strada o nei luoghi d’incontro si…“. Il sacerdote ha postato il medesimo appello sul suo profilo Facebook e adesso si attende una maggiore consapevolezza da chi si appresta a formare una famiglia. Ma don Antonio non è il solo in questa sorta di “crociata” contro i matrimoni nude-look. In provincia di Palermo, più esattamente a Cefalù, il neo vescovo della nota località normanna, monsignor Giuseppe Marciante, dopo il matrimonio fra il calciatore del Napoli Lorenzo Tonelli e la modella di origini siciliane Claudia Manzella, ha preso gli opportuni provvedimenti diramando un “codice di comportamento” per i matrimoni che si svolgeranno presso la famosa cattedrale considerata dall’Unesco bene dell’umanità. Anche in questo caso l’abito della sposa Vip aveva provocato le proteste del presule e dei parrocchiani perché il decolleté sarebbe stato esagerato e, a ben vedere, non avevano torto.

Tonelli-Manzella

A gettare benzina sul fuoco anche la presenza di un venditore ambulante di granite che vendeva il gustoso dolce siciliano sul sagrato della meravigliosa basilica-cattedrale di Cefalù, meta di turisti provenienti da ogni parte del mondo:

”…Il sacramento del matrimonio non è una convenzione sociale – ha ribadito monsignor Marciante – un rito vuoto o il mero segno di un impegno esterno… In futuro non saranno più accolte le mediazioni di agenzie matrimoniali nell’organizzazione del rito dello sposalizio, saranno ridotti i permessi per la celebrazione delle nozze in cattedrale, privilegiando i nubendi provenienti dalle parrocchie della diocesi. Il sagrato antistante la basilica cattedrale è uno spazio sacro e non può essere disponibile per altri scopi…”.

Don Antonio Nuara

L’alto prelato ha nominato un suo delegato che vigilerà sul rispetto della norma ecclesiastica segnalando ogni caso di abuso. Insomma le future spose che hanno intenzione di indossare abiti provocanti e mostrare provocanti lingerie sono avvisate. Pare infatti che anche altri parroci e prelati si stiano organizzando per vietare l’ingresso in chiesa a seni prosperosi in bilico e fondoschiena mozzafiato.

Basilica cattedrale di Cefalù.
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