USA – CENSURATO VIA COL VENTO: FILM RAZZISTA.

Il colosso statunitense Hbo ha deciso di ritirare il colossal Via col Vento” perché classificato come film razzista. Il gesto di ritirare il film rendendolo indisponibile sulla piattaforma di Hbo, avviene a seguito delle proteste per l’uccisione dell’afroamericano George Floyd ad opera della polizia di Minneapolis. Il film verrebbe censurato perché prodotto di una cultura storica considerata non più accettabile.

Ambientato durante la guerra civile, il classico del cinema americano del 1939 è attinente alla sua epoca e testimonia di alcuni pregiudizi razziali comuni al tempo in America. La pellicola vinse otto Statuette, tra cui quella all’attrice non protagonista Hattie McDaniel, che fu la prima afroamericana a vincere un Oscar. Forse il colpo di grazia per alcuni è stato dato dall’intervento di Trump che, irritato dal successo del capolavoro sudcoreano Parasite, del 2019, premiato agli Emmy, esortava i suoi concittadini a riguardare film dallo spirito e produzione americani, citando Via col Vento.

Un film razzista: certamente un’esagerazione macroscopica.

E’ stato lo sceneggiatore John Ridley autore del film 12 anni schiavo a chiedere la  rimozione di Via col Vento ma il film non fu esente da polemiche già dalla sua uscita nelle sale. All’epoca il Daily Worker, organo del Partito Comunista americano, lo bollò di infamia definendolo una “insidiosa glorificazione del mercato degli schiavi“.

Nel 2017 un cinema di Memphis che lo proiettava da 34 anni ha dovuto ritirarlo per le proteste degli utenti. Per non incorrere in fraintendimenti in questo periodo caotico è stato anche chiuso il reality sulla polizia statunitense dal titolo Cops. Vere pattuglie di polizia americane venivano accompagnate dalla telecamera nei loro compiti quotidiani e davano un ritratto positivo del Corpo. Per poter rendere di nuovo fruibile al pubblico la grande pellicola, si pensa all’opzione di sottolineare proprio le parti razziste del film del 1939, inserendone le motivazioni nel loro contesto storico. Potremmo ancora usare la frase “Domani è un altro giorno”, ormai entrata nel nostro linguaggio comune o saremo costretti a morderci le labbra?

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