SOTTRATTI DA RECORD

Di cinque figli soltanto l’ultima, affidata ad uno zio, potrà rimanere vicino alla madre purché dimostri un’adeguata genitorialità

Dicono gli esperti che quando un minore viene prelevato dalla sua famiglia d’origine in maniera traumatica, le conseguenze psicofisiche possono essere imprevedibili. Un noto pediatra, il dottor Vittorio Vezzetti, presidente del sodalizio “Figli per Sempre”, spiega meglio il concetto: 

…Le conseguenze che si ripercuotono sulla salute dei minori – prosegue il sanitario – spesso si verificano a scoppio ritardato, nell’età adulta. La parental loss, o perdita genitoriale, causa alterazioni ormonali tra cui l’aumento cronico del cortisolo, l’ormone dello stress. Quando poi alla perdita genitoriale si associa una condizione di infanzia disagiata sono stati riscontrati casi di aumento di proteina C, correlata a diabete in età adulta, malattia coronarica e depressione…”.

Una situazione drammatica che espone, di contro, anche i genitori od i single affidatari a patologie gravi che spesso evolvono cronicizzandosi e rendendo impossibile l’esistenza. Ne sa qualcosa Katy Ferrara, 40 anni, badante, madre di 5 figli avuti da due uomini diversi e tutti affidati a terzi.

Katy con due sue figlie

La sua vicenda di madre negata inizia nel 2010 quando le prime due figliolette, avute dopo un matrimonio con un operaio, iniziano a comportarsi in maniera strana: “…Erano nervose, quando passeggiavamo toccavano il fondoschiena ed il seno delle persone… La più grande di 6 anni mi disse che il padre si denudava davanti al computer e parlava con donne quando io ero fuori di casa oltre alle molestie sessuali consumate nei loro confronti. Con un profilo fasullo realizzai un filmato riprendendo mio marito mentre lui faceva le stesse cose che mi avevano riferito le bambine. Una volta acquisite le prove consegnai il video ai carabinieri…”.

Katy Ferrara

Il padre veniva subito allontanato dalla famiglia e poi arrestato per violenza sessuale. Katy Ferrara, senza supporto economico e col marito in galera, si rivolgeva ai servizi sociali che trasferivano mamma e figlie presso una struttura protetta dove sarebbero rimaste due anni:

“…Per mesi e mesi ho chiesto una visita medica per le mie figlie che mi è stata sempre rifiutata – aggiunge Ferrara – e quando ho minacciato di denunciare la situazione i servizi sociali relazionavano al giudice minorile tutta una serie di falsità nei miei riguardi. Per loro ero una madre inaffidabile, violenta e sempre protesa a parlare male di mio marito alle due bambine…”.

Durante la permanenza in casa famiglia la donna conosceva un cittadino tunisino con il quale intrecciava una relazione sentimentale dalla quale nascevano due gemelli. Le bambine sembravano andare d’accordo con il compagno della donna ma la felicità della famigliola sarebbe durata pochissimo: “…Scoprivo con disappunto che il mio compagno era clandestino e pregiudicatoaggiunge Katia – mentre i due gemelli, nati prematuri, si ammalavano gravemente e del mancato pronto soccorso venivo accusata io mentre erano stati i servizi sociali a rifiutarci il consenso per accompagnare i due bimbi in ospedale. Per le assistenti ero diventata una madre degenere e priva di qualsiasi responsabilità tant’è che dopo alcuni mesi i due bimbi mi venivano sottratti per sempre mentre le due sorelle venivano trasferite in una sorta di colonia con la scusa, mi dissero, di accudirle meglio. Nel frattempo il giudice mi limitava la potestà genitoriale che estendeva anche al mio ex marito e al mio compagno tunisino…”. Le due bambine reclamavano di vedere la mamma che, nel frattempo, poteva parlare con le bimbe solo per telefono mentre i due gemellini venivano affidati a terze persone: “…Non vedo più i miei figli dal 2012 – continua Katia – e non so che fine hanno fatto. Mi sono rivolta inutilmente ad avvocati e istituzioni e, nel frattempo, mi è stata tolta definitivamente la potestà genitoriale perché sono considerata una madre violenta ed aggressiva. Secondo la legge non rivedrò mai più le mie creature…”.

Continuano in tutta Italia le proteste per i bambini sottratti ai genitori con troppa facilità.
La sentenza d’appello che descrive la donna come una madre degenere e non idonea a mantenere la potestà genitoriale.

 

Katia Ferrara partoriva un’altra bimba avuta dal compagno tunisino ma anche questa veniva affidata prima al nonno materno e poi al fratello della donna. In quanto badante la madre non può assicurare alla figlia le attenzioni necessarie, si legge negli atti giudiziari, ma per Katia questa bimba rappresenta ormai l’unica ragione di vita: “… Non mi arrendo – conclude Katia – voglio sapere che fine hanno fatto i miei quattro figli. Su di me e nei confronti dei miei compagni sono state dette menzogne e infamità. Abbiamo fatto di tutto per essere bravi genitori ma si sono presi gioco di noi. Volevano soltanto i miei bambini…”.

La madre mostra gli altri due suoi figlioletti che non vede più dal 2012.
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