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Sicurezza nelle città? La classifica del database mondiale

Un enorme database virtuale raccoglie esperienze di migliaia di utenti al riguardo dei luoghi che hanno visitato. Viene così redatta dal software la classifica delle città più sicure.

Sono sicure le nostre città? La sicurezza delle città, oggi, è uno dei temi più dibattuti dall’opinione pubblica e uno dei più sentiti dai cittadini. Sia le medie che le grandi città sono diventate luoghi di aggressioni, rapine, stupri, scontri tra bande di adolescenti, che enfatizzano le “eroiche” gesta di cui sono protagonisti filmando le loro bravate diffondendole sul web. Sul concetto di sicurezza nelle città e sulla loro pericolosità ha tentato di offrire una risposta Numbeo.

Si tratta del più grande database al mondo di informazioni su città e nazioni, fornite direttamente dagli utenti. Si tratta di informazioni aggiornate e tempestive riguardo le condizioni di vita nelle varie parti del mondo, tra cui il costo della vita, gli indicatori del mercato immobiliare, la situazione sanitaria, il traffico, il tasso di criminalità e il livello d’inquinamento.

Tra i vari aspetti considerati, da segnalare anche l’indice di criminalità e di sicurezza delle varie città del mondo. Il primo è una stima del livello generale di criminalità in una determinata città. Viene espresso con una serie di valori: inferiore a 20 è molto basso, tra 20 e 40 basso, tra 40 e 60 moderato, tra 60 e 80 alto e, infine, superiore a 80 molto alto.

L’indice di sicurezza, al contrario, è l’opposto di quello di criminalità: una città con un alto numero è considerata sicura. In base all’indice di criminalità, la città percepita come più pericolosa è Caracas, in Venezuela. Al 2° posto si piazza Pretoria, in Sudafrica e al 3° Celaya, in Messico. Dopo il podio olimpico, si passa alla vecchia Europa.

Le prime due si trovano in Regno Unito: Bradford e Coventry. La terza è la francese Nantes. Appena fuori dal podio –peccato, dopo esserci tanto impegnata per raggiungere la zona medaglia! – al 4° posto troviamo la siciliana Catania, che occupa la 50° posizione nella classifica mondiale.

Scorcio di Catania

A livello mondiale le città percepite come le più sicure sono Abu Dhabi negli Emirati Arabi Uniti, Doha in Qatar e Taipei a Taiwan. Se guardiamo solo all’Europa le prime tre classificate sono: San Sebastian in Spagna, Zurigo e Berna in Svizzera. La prima italiana in classica europea per l’indice di sicurezza è la città giuliana Trieste, al 54° posto. E’ chiaro che trattandosi di una classifica stilata sulla percezione degli utenti, non si conosce l’attendibilità scientifica di test del genere. In teoria ognuno potrebbe percepire quello che vuole o crede.

E’ anomalo che le città più sicure risultano essere Abu Dhabi e Doha, che non sono governate neppure lontanamente da governi che possano definirsi democratici. Anzi, i diritti dei lavoratori, delle donne, quelli individuali, la libertà di stampa e di espressione sono quotidianamente calpestati. E’ questa correlazione tra autoritarismo e sicurezza che stride pesantemente. Guai a pensare che la sicurezza delle città possa essere ottenuta con un allentamento delle libertà individuali! Sono a rischio secoli di civiltà che non possono essere portati al macero per delle percezioni, che possono rivelarsi fallaci.

Le isole artificiali di Doha

Piuttosto, la sicurezza va garantita in un quadro di norme che non vadano ad intaccare altri diritti frutto di lotte e di conquiste. Ed accanto all’intervento repressivo dello Stato, di pari passo, è urgente investire in servizi sociali e politiche sul territorio, per dare a tutti, nessuno escluso la possibilità di poter essere parte integrante di una comunità sociale. Altrimenti l’oscurantismo culturale e sociale si diffonderà a macchia d’olio, più di quanto sta, già, facendo ora!

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