Sempre più dottori per i posti di lavoro

I comparti più assetati di laureati sono: ingegneria, sanità, economia e Information and Comunication Technology. Ovvero aree professionali ad alto tasso di occupazione ed eccellenti prospettive.

Le lauree più appetibili nel mercato del lavoro. In un’economia altamente competitiva come la nostra avere un titolo di studio spendibile sul mercato del lavoro è un grosso vantaggio. Il problema sorge nel capire quale sia quello che possa facilitare l’accesso all’occupazione. Spesso la scelta non dipende dai propri interessi culturali ma dalle possibilità che determinate professioni “tirino” più di altre.

Almalaurea, il Consorzio Interuniversitario pubblico sostenuto dal Ministero dell’Università e della Ricerca, che funge da ponte tra il mondo universitario e il mercato del lavoro e Unioncamere, l’ente pubblico che unisce e rappresenta istituzionalmente l’intero sistema delle Camere di Commercio italiane, hanno diffuso dei dati sulle lauree più richieste in Italia e all’estero.

I settori più assetati di laureati sono quelli ingegneristici, medico-sanitari, economici e dell’Information and Comunication Technology (ICT). Infatti si tratta di aree professionali con un alto tasso di occupazione ed eccellenti prospettive di carriera. Secondo i dati disponibili il Belpaese registra delle esigenze occupazionali complessive di circa 4 milioni di nuovi assunti entro il 2028.

E’ chiaro che avere la laurea ad hoc significa avere più frecce al proprio arco, considerando che il 35% delle richieste interesserà titoli di studio universitari. Queste competenze tecniche sono richieste anche quest’anno, soprattutto nell’innovazione digitale e nella green economy. Inoltre l’avvento dell’Intelligenza Artificiale (IA), la cui diffusione è quasi capillare, sta determinando una maggiore richieste di professionalità con un’elevata competenza tecnologica all’altezza del nuovo che avanza.

Secondo gli esperti i settori più in voga sono: l’economico-statistico, l’insegnamento, la formazione, il medico-sanitario, l’ingegneristico, l’informatico e l’ICT. Inoltre, le discipline appartenenti all’area STEM  (Science, Technology, Engineering, Mathematics) e medico-sanitaria offrono maggiori sbocchi lavorativi e nell’arco di 5 anni dal conseguimento della laurea la percentuale degli occupati raggiunge il 90%. La carenza di personale è molto avvertita proprio nei settori dove c’è la maggiore domanda, l’informatica e le nuove tecnologie.

Ingegneria, Medicina, Informatica prevedono veloci inserimenti nel mondo del lavoro

Sarà che l’Italia è un popolo di poeti, santi e navigatori ma di pochi informatici e tecnici. Capita spesso che le aziende di cybersecurity, servizi informatici, data science e IA si contengono il personale specialistico proprio perché è scarso sul mercato e quei pochi che ci sono vengono allettati da proposte economiche molto importanti.

L’apertura di tanti cantieri nelle nostre città coi fondi del PNRR, ha reso possibile l’occupazione del 93% dei laureati in architettura e ingegneria civile. Anche l’area economica e statistica non se passano male, con un’occupazione oltre il 91%. Così come l’agrario-forestale e veterinario. Senza voler mettere in discussione le analisi di esperti così illustri la cronaca, che conferma tutti i giorni di essere prosaica e poco propensa all’entusiasmo, ci ricorda che bisogna andare cauti con le previsioni.

Negli anni ’80 del secolo scorso fu lanciato il “Progetto ‘80” per l’industrializzazione del Meridione per cui si invitavano le famiglie a iscrivere i propri figli alle scuole tecnico-industriali in quanto figure richieste dal mercato.

Molti si sono trovati in tasca il diploma di “perito industriale” ma le industrie nel Mezzogiorno si rivelarono una falsa promessa. Un’illusione come tante. Si spera che non si ripeta lo stesso copione con le previsioni odierne.