Rapito dai rom 42 anni fa? Qualcuno sa ma non parla.

Nella triste vicenda, come è accaduto per Denise Pipitone, le indagini furono superficiali e frammentarie e alle dichiarazioni di alcuni testimoni non seguirono attività investigative. Le ricerche si erano dirette nella ricerca del bimbo dentro un canale ma di Sergino non c’era traccia. Il caso è stato archiviato più volte ma forse c’è ancora qualcuno in vita che conosce la verità.

Macerata – Che fine ha fatto Sergino Isidori, scomparso da casa mentre giocava con altri bambini il 23 aprile 1979? A questa domanda è impossibile rispondere anche dopo 42 anni dalla sparizione misteriosa del bimbo di 5 anni di cui non si sono più avute notizie certe.

All’epoca dei fatti il padre Eraldo Isidori faceva l’elettrauto nell’officina di proprietà sotto casa mentre la moglie Silvia Biagiola, 33 anni, casalinga, mamma di Giammaria di 8 anni, fratello di Sergino, era incinta di Giorgia che oggi ha 41 anni.

Mamma Silvia con Giammaria a sinistra e Sergino

Quel maledetto pomeriggio, intorno alle 15.30, Sergio di ritorno dall’asilo, aveva giocato e fatto merenda in casa. Il bambino aveva detto alla madre che sarebbe sceso in strada per giocare col fratello Giammaria il quale, a sua volta, stava parlando con alcuni amichetti.

Di solito Sergio aveva l’abitudine di giocare sotto casa, dove si trovava l’officina del padre, oppure sul lato dell’edificio, praticamente senza mai allontanarsi. Nella frazione di Villa Potenza, lo stesso giorno, si celebrava il funerale del parroco don Ennio Salvadei, alle cui esequie partecipava gran parte della popolazione.

Sergino dunque, e confusione a parte, avrebbe dovuto giocare nello spiazzo antistante l’officina del padre, che era fuori per commissioni, o nel raggio di una decina di metri dall’edificio di via Borgo Peranzoni. Invece né il gestore di una pompa di benzina ubicata accanto alla casa degli Isidori, né Giuseppe Isidori, zio del bambino, che lavorava nell’officina di famiglia, men che meno la vicina fioraia, riferiranno di non aver visto Sergino.

L’abitazione degli Isidori sopra l’officina di famiglia, in borgo Peranzoni, dove Sergio giocava con bambini sconosciuti

Mentre il funerale del prete scomparso passava sotto casa degli Isidori, mamma Silvia si affacciava alla finestra ma non riusciva a vedere i suoi due figli considerando la folla che accompagnava il corteo funebre. Quando la madre vide rientrare da solo il figlio Giammaria chiese subito di Sergino ma il fratello rispondeva di non averlo visto.

Poco dopo sarebbe rientrato il padre a cui Silvia Biagiola riferiva della scomparsa del figlioletto Sergio. Subito dopo la denuncia ai carabinieri. Le ricerche si orientarono dapprima in un vicino canale ma una volta prosciugato il corso d’acqua del bimbo sparito nessuna traccia.

Un camionista, tale Vittorio Sperandio, che aveva parcheggiato il suo mezzo davanti l’officina Isidori e che ben conosceva i due fratelli, riferiva di aver visto Sergino giocare con alcuni bambini sconosciuti ma fra questi non c’era Giammaria.

A sinistra via Corta di Villa Potenza dove è stato visto Sergino, per l’ultima volta, in compagnia di un individuo più alto di lui

Quando il camionista decise di ripartire, dopo le 17.30, Sergino si sarebbe trovato davanti al camion e dopo si sarebbe spostato di lato mentre il mezzo faceva manovra nel suo senso di marcia. Lorenzo, un bambino di 8 anni, riferirà più volte e senza esitazioni di aver visto Sergino allontanarsi in direzione di una strada in salita denominata “La corta di Villa Potenza”.

Il bambino, visto di spalle, sarebbe stato in compagnia di un coetaneo poco più alto di lui a cui dava la mano oppure di un uomo piuttosto basso (forse un individuo affetto da nanismo ipofisario che era stato riconosciuto da un altro testimone) con i capelli biondi che portava un cappello con la visiera mentre Sergino avrebbe indossato una cuffietta.

Foto-invecchiamento di Sergio Isidori come potrebbe essere oggi

Una terza testimone confermava l’allontanamento di Sergio con un’altra persona poco più alta di lui.  Il giorno dopo la scomparsa del bambino una cittadina di Villa Potenza aveva ricevuto al telefono, il cui numero differiva di una sola cifra da quello degli Isidori, una richiesta estorsiva di 50 milioni di lire a fronte della restituzione di Sergino.

La famiglia del bimbo sparito, nel tempo, riceverà diverse chiamate a sfondo estorsivo e i responsabili, una cartomante con il figlio, verranno arrestati e processati. Ma di Sergio Isidori nemmeno l’ombra. L’inchiesta veniva archiviata e poi riaperta più volte ma le indagini sono sempre arrivate ad un punto morto:

Giorgia Isidori, la sorella del bimbo sparito

”… Ci siamo sempre chiesti chi fosse quella persona che teneva la mano di Sergio – racconta la sorella  Giorgia Isidori di 41 anni – le ricerche furono infruttuose e lacunose, mio padre cercò Sergio dappertutto e alla fine assunse un investigatore privato…”.

(fine prima parte)

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