ROMA – VENGHINO LOR SIGNORI VENGHINO: ECCO L’ULTIMO DPCM DI NATALE E FINE ANNO

Se per le festività natalizie si ripeterà ciò che è successo durante la scorsa estate saremo ancora una volta da capo a dodici, come si dice in romanesco. La terza ondata è sempre in agguato e stavolta il sistema potrebbe non reggere. Non abbassiamo la guardia.

Roma – Come meglio il mago Silvan non farebbe, dal cappello di Conte esce l’ennesimo Dpcm. Una raffica di provvedimenti che, ormai, ci è cosi abituale che senza l’ultimo Dpcm nuovo di pacca gli italiani non sanno stare. E le motivazioni del governo sono sempre le stesse: verificare l’andamento della curva epidemiologica, per predisporre normative coerenti ed in linea con la diffusione dell’infezione. Dicono loro.

Ma la verità è un’altra: si confezionano presunte novità a raffica ed altrettante “disposizioni” per consentire di metabolizzare ogni provvedimento, anche il più illogico e pericoloso. Così è se vi pare, scriveva Luigi Pirandello. Ed ecco che prenderanno forma e lieviteranno, nel mese di dicembre, altre misure comportamentali a cui doversi attenere, come gli spostamenti vietati tra le regioni prima di Natale, il “coprifuoco” alle 22, ristoranti chiusi il 25 e per San Silvestro.

Questione di ore e verrà servito agli italiani, nel solito piatto d’argento, il pacco natalizio con dentro un bel provvedimento, infiocchettato con il nastro rosso ad opera di Conte e dei suoi palafrenieri. In sostanza si tratta del solito Decreto che verrà fuori fra domani e dopodomani e sarà modellato anche in base al confronto tra governo e regioni.

Tutto dovrà combaciare senza creare alcuna scollatura tra amministrazioni. Almeno apparentemente. Il divieto di spostamento non dovrebbe riguardare chi ha la residenza in un’altra regione o chi deve fare rientro nel proprio domicilio. Oppure per motivi di salute, lavoro e comprovata necessità. Ovvero come prima.

Per chi andrà all’estero, in particolare in Svizzera, per sciare dove gli impianti sono aperti, si profila la quarantena al rientro. Stessa cosa per chi intenderà prenotare un veglione in crociera: tamponi all’andata, tamponi al ritorno e probabile quarantena. Il quadro in realtà è ancora fluido in attesa di un’eventuale linea condivisa a livello di Unione Europea sulla gestione degli impianti sciistici.

Piste da sci in Svizzera dove i contagi sarebbero fuori controllo

Certamente in un periodo di emergenza come quello che si sta vivendo, l’esigenza sociale dovrebbe prevalere su quella individuale. Altro che campi da sci e crociere. Invece il lato più oscuro del consumismo occidentale è dominante e, ne siamo certi, prevarrà sulla tutela della salute pubblica anche di fronte alla probabilità di una terza ondata che potrebbe sderenarci. Ma a chi volete che interessi?

Il profitto prevale sul diritto alla salute, costituzionalmente garantito. Poi verranno a dire che sarà stata colpa delle aperture per il Natale com’è stato per la scorsa Estate. Che fesserie di menti contorte.

Comunque stiano le cose ci saranno novità anche per i ristoranti. Altra categoria di esercenti massacrata dalla irresponsabilità e miopia degli esperti di partito che dovrebbero pagare solo per il danno che hanno fatto. Il 25 ed il 26 dicembre rimarranno chiusi, come lo rimarranno per il 31 e forse per l’Epifania ma non è detto che non possano aggiungersi ulteriori restrizioni come se a tavola ci si infettasse più che in metrò o sul bus.

Ristoranti “massacrati” mentre bus e metrò vanno benone.

I negozi resterebbero aperti fino alle 22 per evitare assembramenti e cosi via dicendo per altre categorie commerciali considerate essenziali. Tante le incomprensioni per questo provvedimento che ha fatto uscire dai gangheri anche il buon Bruno Vespa, il cui aplomb è universalmente riconosciuto:

“...Posso chiedere che senso ha chiudere i massacratissimi ristoranti per Natale e Santo Stefano? – cinguetta Vespa su Twitter – i posti a tavola sono sempre gli stessi. Si teme l’assembramento psicologico? Capisco le cautele, non i paradossi. Per essere rispettata l’Autorità deve usare il buonsenso…”.

Come dargli torto? In ogni caso la posizione del Comitato tecnico scientifico può essere riassunta con le parole pronunciate dal professor Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, nella consueta conferenza del sabato:

Bruno Vespa

”…Con questi numeri è difficile immaginare qualsiasi tipo di spostamento di massa – dice lo studiosocosì come è difficile immaginare forme di aggregazioni e raduni tra persone che provengono da contesti molto diversi… Ci troviamo in una fase in cui l’incidenza è molto elevata e diffusa in tutte le regioni, anche se con le dovute differenze. Le prossime settimane saranno molto critiche rispetto alla nostra capacità di rispettare distanziamenti ed evitare aggregazioni. Se non lo facciamo, il rischio è che i numeri ripartano. Dobbiamo immaginare un Natale che abbia una sua unicità rispetto al passato e al futuro. Gli affetti, le aggregazioni, la vicinanza, la condivisione andranno vissuti in una dimensione Covid...”.

Silvio Brusaferro

Talmente è vero ciò che dice lo scienziato che il governo, paradossalmente, sta pensando di riaprire tutte le scuole il 7 gennaio 2021, con una leggerezza da mentecatti senza precedenti. Come andare in controsenso in autostrada. Ci stiamo preparando ad una tempesta premeditata, quella della terza ondata virale, ancora più intensa e pericolosa. Stavolta a farne le spese dovranno essere coloro i quali hanno strategicamente lavorato a tavolino per peggiorare la già disastrosa situazione.

 

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