ROMA – SOTTO A CHI TOCCA: DRAGHI 1, CONTE 3 O ELEZIONI?

La situazione politica è effervescente ma in realtà è un tutti contro tutti con gli italiani che fanno da spettatori passivi. Eppure un governo tecnico sarebbe da evitare. Meglio le urne che il baratro.

Roma – Volano gli stracci nella maggioranza: Renzi minaccia una crisi di Governo, Crimi afferma di non temere il voto, Dario Franceschini vuole le elezioni. Intanto però sono ancora tutti lì, seduti sulle loro poltrone. E chi li sposta? Ormai sembra di assistere ad un tutti contro tutti all’interno di questo esecutivo sempre più spaccato.

Ci si attacca ai sondaggi, che danno Conte ancora con un buon indice di gradimento da parte degli italiani, mentre la sola ipotesi di poter andare a elezioni – odiata parola –  è sufficiente a far tremare i palazzi del potere. In caso di crisi i possibili scenari sarebbero tre: Draghi 1, Conte 3 o voto.

Le donne e gli uomini di Franceschini

È Dario Franceschini l’ultima voce che si dichiara favorevole a volare verso le elezioni, affermando che sarebbe un “Conte contro Salvini e ce la giochiamo”. Il capodelegazione del PD e Ministro della Cultura è convinto che le azioni di Matteo Renzi siano dettate da un calcolo, ovvero, in caso di crisi niente urne.

La legislatura sarebbe blindata dalle prossime elezioni per il Presidente della Repubblica: in questo momento c’è una sostanziale parità tra maggioranza e opposizione, nel calcolo dei grandi elettori che voterebbero per la scelta del prossimo Capo dello Stato. E le forze in carica non sono intenzionate a rischiare di consegnare il Colle ad un potenziale candidato di Matteo Salvini.

Immagine inquietante di Roberto Monaldo

Barcollo ma non mollo, sembra quindi il motto della legislatura, che mira a trascinarsi avanti ad ogni costo assumendo sempre di più i connotati di uno zombie. I numeri in merito alla scelta del PdR appaiono comunque molto incerti e qui i giochetti di Renzi si fanno determinanti.

Secondo Franceschini al leader di Italia Viva “non frega niente del Conte 3 o del Draghi 1 e se dovesse aprirsi lo scenario della crisi “farebbe ballare tutti”. Nel migliore made in Renzi: generiamo confusione tra continue giravolte, con buona pace degli italiani che aspettano risposte.

Franceschini si dice convinto che l’esito di una crisi sarebbe incerto e che “la situazione potrebbe solo peggiorare” facendo finire il sistema “nel pantano”. Qualcuno dovrebbe avvisarlo che è già accaduto, il sistema più che nel pantano è nelle sabbie mobili. Ma si sa, i politici hanno i loro tempi per riuscire a vedere la realtà e si tratta di tempi notoriamente lunghi.

Draghi 1: i governi tecnici hanno portato sempre jella agli italiani

“…Sarebbe preferibile andare alle urne con l’attuale sistema di voto – spiega Franceschini illustrando una possibile coalizione che potremmo denominare “il nemico del mio nemico è mio amico” composta da: Movimento 5 Stelle, PD, una lista Conte – che secondo Franceschini avrebbe ancora “una certa presa sull’opinione pubblica” – e una lista di sinistra con vari ripescati e miracolati vari – i soliti che gli elettori cacciano fuori dalla porta e che qualche partito fa rientrare dalla finestra, insomma.

Italia Viva non troverebbe posto in un simile scenario, in quanto “chi ha provocato la crisi non potrebbe pensare di stare con noi”. E non bisognerebbe sottovalutare Conte che, a detta del Ministro, potrebbe sfruttare il ruolo di “vittima di un complotto di Palazzo e conquistare cosi voti al centro, senza prenderne al Pd e a M5S”.

Ivan Scalfarotto

In sintesi un miscuglio raccatta voti con Conte incoronato a riferimento anti-destra, sfruttando tutto quello che c’è da sfruttare, compresa la pietà degli elettori. In queste ore arriva però di gran carriera il deputato di Italia Viva Ivan Scalfarotto che ricorda a Franceschini che “se c’è una crisi di Governo si applica la Costituzione – interessante come alcuni si ricordino dell’esistenza di una Costituzione solo quando possono trarne vantaggio e, tra parentesi, non era il loro leader quello che la voleva cambiare? – c’è il Presidente della Repubblica che prende in mano tutto il processo”.

Certo, perché va bene un rimpasto, un Conte 3, un Draghi 1, ma far decidere agli italiani non sembra auspicabile. E poco conveniente, specie in questo momento. Il teatrino continua.

 

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