ROMA – ALTRO CHE LUMINARI DELLA SCIENZA: IL LOCKDOWN E’ UNA PANZANA

In altre pandemie ben conosciute il lockdown non è stato mai applicato perché non funziona. Ma serve per mascherare una sanità distrutta da tagli scellerati e non più in grado di resistere.

Roma – Non ho mai creduto alle sole evidenze. Nel nostro Paese possono essere fasulle anche quelle. Da noi la verità ha due facce e in climi terribili come quelli che stiamo attraversando come possiamo dare credito a chi, sino a ieri, era il signor nessuno? Dagli albori della pandemia ci aspettavamo dalla scienza un rigore assoluto.

Rigore che avrebbe dovuto trasformarsi nell’esatta descrizione di ciò che stava accadendo con un linguaggio chiaro e alla portata di tutti. Invece abbiamo assistito alle esibizioni di quattro professori, ripeto egregi signori nessuno prima della catastrofe, che hanno monopolizzato l’informazione scientifica gettandoci nel terrore senza rimedi.

Sul Covid, praticamente sconosciuto a quasi tutti gli scienziati del mondo, è stato detto di tutto e il contrario di tutto. Una montagna di notizie, spesso contraddittorie, che hanno provocato rivolte e proteste generando quel negazionismo imperante che credevamo fosse spuntato da chissà dove ma che altro non è che il risultato dell’ignoranza in cui più di qualcuno ha voluto tenerci.

Qui non si tratta più di complotti, di poteri forti che agiscono nell’ombra, di sistemi mondiali che vogliono ridurci a sudditi senza cervello o di Bill Gates che si arricchirà con i vaccini e altre porcate del genere, qui si tratta di sopravvivere. Di salvare la pellaccia rispedendo al mittente la disinformazione che sta portando il Paese alla disperazione. Ce ne hanno raccontate di tutti i colori.

Parole e ancora parole profferite dalle bocche di saccenti luminari responsabili, per ultimo ma non da ultimo, anche del DPCM appena varato. Ricordando che se Conte e la sua squadra hanno firmato un provvedimento non lo hanno fatto di propria iniziativa ma sentendo il parere, vincolante, di un comitato tecnico scientifico che si è smentito, nel tempo, decine di volte costringendoci a chiuderci in casa quando altri scienziati, certamente meno conosciuti, anzi del tutto sconosciuti, hanno ribaltato le loro tesi con un candore disarmante.

Bill Gates

Ecco che cosa ne pensa del ritorno ai domiciliari il dottor Pietro Luigi Garavelli, primario del reparto di Malattie Infettive presso l’ospedale universitario “Maggiore della Carità” di Novara. Il medico, durante un’intervista, ha tracciato prima un breve excursus del virus per poi passare, assai chiaramente, all’analisi del lockdown come mezzo di contenzione dei contagi:

“…Una virosi respiratoria ad importante trasmissibilità come Covid si può spegnere se attenua la sua contagiosità – spiega Garavellicambiano le condizioni ambientali, clima di trasmissibilità, sono trovati un vaccino o una cura o la popolazione si immunizza spontaneamente efficacemente ed a lungo. Altrimenti continua a persistere, diviene di fatto endemica, presentando periodicamente delle riaccensioni. Se la popolazione viene segregata, cioè non esposta al virus, chiaramente questa non si infetta, fino a quando finita la segregazione viene nuovamente esposta e quindi contagiata e in parte si ammala e muore. Anche perché il virus è in serbatoi numericamente rilevanti come i portatori sani. Ecco perché il lockdown a fini virologici non può funzionare. Attenua solo l’impatto del numero degli infetti nel breve periodo e quindi il possibile collasso del Sistema Sanitario, a prezzo però di un enorme danno economico, sociale e psichico. Anche in precedenti e gravi pandemie, dal medioevo ai giorni nostri, quando le infezioni sono ben conosciute, il lockdown non è mai stato applicato. Lo sanno gli studenti di Medicina, non mi pare l’OMS, certi tecnici e politici…”.

Pietro Luigi Garavelli

Dice fesserie il primario di Novara? Non credo affatto. E’ solo uno dei tanti medici e studiosi che sa perfettamente come si comporta un virus. Un agente patogeno che ci aspetta al varco. Appena riusciremo di casa ci infetteremo di nuovo e chi è scampato al contagio sino ad oggi se lo beccherà domani. Con certezza quasi matematica.

Anche se ci sarà un vaccino e ammesso che questo funzionerà. Vaccino che ogni anno dovrà cambiare per contrastare il nuovo ceppo virale cosi come accade per quello antinfluenzale, per altro ancora indisponibile, come al solito. Ci voleva tanto a parlare come i tanti Garavelli sparsi per l’Italia? Si. Ci voleva il coraggio dell’indipendenza e l’umiltà dello scienziato autentico che rifugge notorietà e riflettori. Oltre che le lusinghe di una certa politica prezzolata e collusa

 

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