Mario Roggero, il cavillo che potrebbe far tornare libero il gioielliere

Presentato ricorso per un giudice popolare mancante il giorno della sentenza di primo grado. E lui, da Bollate, chiede un vigilantes per proteggere la moglie in negozio.

Cuneo – C’è un buco nel verbale di un’udienza di quasi tre anni fa che potrebbe far crollare tutto. Un giudice popolare che non si presenta, la sua assenza annotata in fretta e mai spiegata, un supplente che prende il suo posto senza che nessuno chieda perché. Su questo dettaglio, minuscolo e formale, la difesa di Mario Roggero ha costruito la sua carta più audace: un ricorso in Cassazione capace, se accolto, di restituire la libertà al gioielliere di Grinzane Cavour ancor prima che il Quirinale si pronunci sulla grazia.

Roggero, 72 anni, è recluso nel carcere di Bollate dal 17 luglio. La Cassazione lo ha condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due dei rapinatori che il 28 aprile 2021 avevano assaltato la sua attività, ferendone un terzo. In primo grado la Corte d’Assise di Asti gli aveva inflitto 17 anni. Ma è proprio a quel primo processo che i suoi legali guardano oggi, convinti di aver trovato la crepa giusta.

Il ragionamento dei legali è tagliente: di quell’assenza “se ne prende atto”, ma le ragioni non vengono minimamente indagate. E invece, sostengono, “potrebbero aver condotto le più disparate cause, ma esse debbono essere sempre e comunque accertate, valutate e dichiarate“. Sostituire un giudice senza verificare il perché avrebbe violato un principio cardine: il diritto dell’imputato al giudice naturale precostituito per legge, sancito dall’articolo 25 della Costituzione.

Da qui la richiesta esplicita: la mancata motivazione integrerebbe una nullità assoluta della sentenza di primo grado, con riferimento alla legge n. 287 del 1951 sui procedimenti d’assise. C’è persino una beffa nella beffa. Come ricorda lo stesso ricorso, “per una sorta di ironia tragica, durante lo stesso processo d’appello, all’udienza del 3 dicembre 2025, un altro giudice popolare aggiunto fu formalmente esonerato dall’incarico “per gravi motivi familiari”. Con tanto di atto scritto. Esattamente ciò che, secondo la difesa, sarebbe mancato la prima volta.

Intanto, dal carcere, il pensiero di Roggero corre alla gioielleria di Grinzane Cavour, riaperta dalla moglie. “Senza di me, in caso di una nuova rapina, non so come potrebbero difendersi. Tutti sanno che io non sono più lì, potrebbero approfittarsene. Non adesso, che sono sotto l’occhio attento delle forze dell’ordine e della stampa, ma tra un mesetto sì”, ha confidato al suo avvocato secondo Il Corriere della Sera. La decisione è già presa: “Dobbiamo aggiungere una guardia giurata che possa proteggerle, il prima possibile, senza badare a spese“.

Nel frattempo il 72enne ha scelto di rendersi utile dietro le sbarre, occupandosi della biblioteca e del centro di assistenza, con pratiche amministrative a servizio degli altri detenuti. E sulla grazia, la cui richiesta è sul tavolo del presidente Mattarella, si affida a un auspicio: “Mi auguro che il presidente prenda in esame la richiesta di mia moglie con molta attenzione e umanità, al di sopra delle polemiche che hanno segnato la vicenda”.

Due strade parallele, dunque, per lo stesso traguardo. Da un lato la clemenza del Colle, dall’altro un cavillo di procedura. E se la seconda dovesse arrivare per prima, le porte di Bollate potrebbero aprirsi senza bisogno di alcun “perdono”.