REGGIO CALABRIA – POLITICI, IMPRENDITORI E MAFIOSI INSIEME APPASSIONATAMENTE.

Come al solito politica, imprenditoria e 'ndrangheta si muovono all'unisono per trarre i rispettivi profitti. Voto di scambio, appalti, utilità e regalie. Stavolta il ciclone si è abbattuto sulla città di Reggio Calabria e provincia. Ma non è ancora finita…

Reggio CalabriaBaraonda politico-mafiosa nella città dei Bronzi. Secondo le ipotesi degli inquirenti almeno tre società avrebbero avuto rapporti con imprenditori non proprio adamantini o comunque collegati con ‘ndrangheta e amministratori pubblici in un contesto di relazioni di scambio. Tra gli indagati ci sono anche l’assessore regionale ai Lavori pubblici Domenica Catalfamo – coinvolta come ex dirigente del Comune di Reggio – ed il vicesindaco di Reggio Armando Neri. Questo è quanto emerge dai primi dati sull’inchiesta condotta dalla Dda che ha portato all’amministrazione giudiziaria delle società Avr e Ase con sede a Roma, e al controllo giudiziario della Hidro Geologic Line di Reggio. I carabinieri del Comando di Reggio Calabria coadiuvati dal reparto operativo carabinieri per la Tutela Ambientale di Roma, hanno notificato un avviso di conclusione delle indagini. In totale sono tredici le persone indagate nell’inchiesta della Dda tra cui amministratori comunali di Reggio Calabria, del Consiglio comunale, della Città Metropolitana, del Consiglio regionale ed ex Provinciale e del Comune di Taurianova ai quali sono contestati reati contro la Pubblica amministrazione per indebite pressioni per l’assunzione di personale segnalato.

Domenica Catalfamo

 Nello specifico l’Avr è capofila di una rete produttiva che vanta 34 siti tra sedi, impianti e di distaccamenti. Vanta un volume d’affari di 200 milioni e 2.500 dipendenti.  Da quanto riferiscono gli inquirenti, per l’Avr sarebbe stata “…Accertata… la permeabilità aziendale agli interessi mafiosi ed a quelli della cosiddetta ‘cattiva politica’; questa attitudine rendeva, infatti, la Spa perfettamente consonante agli interessi criminali più forti, riconosciuti sul territorio reggino, divenendo così perfettamente funzionale al fine di garantire la prosecuzione ed espansione di tali sistemi di potere che governano il territorio…”.

Sotto sequestro l’holding dei rifiuti AVR.

Francesco Antonio Purrone e Giglio Genoese, due dipendenti dalla realtà imprenditoriale, sarebbero stati indagati per concorso esterno in associazione mafiosa. Le indagini hanno portato anche a ricostruire i movimenti e gli atti compiuti dall’ex consigliere regionale Giovanni Nucera, dall’assessore comunale di Reggio Calabria Giovanni Muraca, dai consiglieri comunali di Reggio Filippo Quartuccio, Rocco Albanese, Antonino Castorina, Fabio Scionti, ex sindaco di Taurianova, comune disciolto nel dicembre scorso dopo le dimissioni della maggioranza dei consiglieri comunali. Tra le varie accuse anche quella di concorso con l’Amministratore delegato di Avr Claudio Nardecchia e con i due responsabili della stessa società, Enzo Romeo e Veronica Caterina Gatto. Inoltre, avrebbero esercitato indebite pressioni per ottenere l’assunzione di personale segnalato, ovvero per avere posto in essere atti di corruzione allo scopo di agevolare la società nei rapporti con la Pubblica amministrazione al fine di ricevere indebite utilità.

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