MESSINA – NO ALLA DEPORTAZIONE COATTA DI 450 CANI IN LOCALITA’ SCONOSCIUTA.

Il bando di gara dovrebbe essere sospeso per evitare ulteriori polemiche e diatribe. Il Comune peloritano cerchi di dotarsi di una struttura autonoma adeguata, anche consortile, cosi da gestirla in prima persona anche con l'apporto volontario dei sodalizi animalisti.

Messina – Sit-in davanti al municipio per protestare contro il bando indetto dall’amministrazione comunale per il trasferimento, o meglio la deportazione, dei cani randagi detenuti nel rifugio di Messina presso analoga struttura di un’altra città. Una delegazione di manifestanti è stata poi ricevuta dall’assessore  al ramo Massimo Minutoli.

L’assessore Massimo Minutoli

Attualmente la legge prevede che i cani recuperati sul territorio, verificato che abbiano un padrone, siano restituiti ai legittimi proprietari mentre quelli senza padrone vengono microchippati, intestati al Comune, e trasferiti al canile rifugio convenzionato con l’ente locale. E’ sempre possibile ottenere l’adozione di questi cani, non ritirati dagli aventi diritto, già identificati con microchip, vaccinati e curati per le più comuni patologie della specie. Il più delle volte questi poveri quattro zampe rimangono nel rifugio, a spese delle casse comunali.

Quando un canile vero a Messina ?

 

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Qualora si ammalino, come spesso avviene soprattutto per quelli anziani, vengono ricoverati in strutture sanitarie veterinarie convenzionate, senza alcun controllo in merito alle cure e prestazioni sanitarie prestate ma con con notevole ulteriore aggravio per il bilancio comunale. Inoltre se il canile convenzionato è saturo, gli animali vengono trasferiti in altri canili senza che né la struttura municipale né le associazioni di volontariato abbiano la possibilità di verifica costante delle reali condizioni di detenzione.

Tutto ciò rappresenta un enorme costo per la collettività pertanto l’attuale amministrazione della città siciliana ha pensato bene di risolvere il problema facendo un bando per l’aggiudicazione al miglior offerente di circa 450 cani, un po’ come si fa per gli oggetti all’asta. 

Il sindaco di Messina Cateno De Luca

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E’ davvero assurdo che una città come Messina, terza città siciliana con poco meno di 250/mila abitanti, non si sia dotata di canile sanitario adeguato alle proprie esigenze, tra l’altro promesso in campagna elettorale dall’attuale sindaco e mai realizzato così come tante altre promesse. Un canile sanitario pubblico, oltre a essere la struttura di prima accoglienza degli animali vaganti sul territorio, è interamente gestito dall’amministrazione comunale che deve dare contezza delle spese, all’occasione incentivarle, per poi organizzarsi motu proprio o di concerto con le associazioni animaliste per quanto attiene l’assistenza agli animali, alla tutela della loro salute e alle campagne pubblicitarie per gli affidi a persone di provata fede zoofila.  

L’adozione necessita di un’approfondita, importante, valutazione sulla famiglia affidataria perché la convivenza con gli animali domestici, cani o gatti che siano, richiede la presenza di determinati obblighi quali spazi domestici idonei, disponibilità di risorse economiche, cura ed attenzione anche dell’alimentazione, tempo per il gioco ed educazione, spirito di sacrificio ed eventuali rinunce.

Rifugio Don Blasco

Tutto ciò è stato finora demandato al privato, quando sarebbero bastate scelte oculate e lungimiranti per il benessere di esseri senzienti e della collettività. Il bando indetto a Messina, errori tecnici a parte, include sia i cani del “Canile Millemusi”, sia i cani del “Rifugio Don Blasco”, senza tenere conto di importanti differenze.

Mentre il primo usufruisce cospicui finanziamenti pubblici da parte dei contribuenti, l’altro, il Don Blasco, è  esclusivamente gestito da volontari che con fondi propri e qualche donazione privata, provvedono a sfamare, curare e accudire i cani, per lo più anziani, di proprietà del comune, e alcuni gatti nell’area dell’ex facoltà di Veterinaria.Nell’attesa che la municipalità ponga in essere un serio piano di contrasto al randagismo, anche con il controllo, la mappatura, e l’incentivazione alla sterilizzazione dei cani di proprietà spesso non muniti di microchip. Comunque stiano le cose, e siamo messi davvero male a Messina, si spera che l’amministrazione De Luca pensi sul serio ad un nuovo canile adeguato ed efficiente la cui gestione pubblica eviterebbe un sacco di guai, come quelli che si sono verificati nel corso degli anni. Il bando dovrebbe essere revocato a breve, ne siamo convinti. Al contrario c’è qualcosa che non va, sindaco e assessore se ne assumeranno la responsabilità.

 

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