MESSINA: BECCATO IL ROBIN HOOD DELLA TRUFFA

Lo spregiudicato bancario avrebbe attinto a piene mani sui conti correnti di persone facoltose per poi ripulirli ed investirli tramite alcune società a lui riconducibili. Sequestrati 800.000 euro e tutti i capitali intestati alle società fantasma riconducibili all’ex impiegato di un noto istituto di credito.

Una mente criminale raffinata, capace di carpire la fiducia incondizionata dei propri clienti per poi derubarli.  Prospero Lombardo, ex impiegato di Banca di Brolo, aveva messo in piedi un sistema fondato su società fantasma. A scoperchiare il sistema è stata la Guardia di Finanza del comando provinciale di Messina che ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di sei persone, tutte residenti in Sicilia, appartenenti ad un’associazione per delinquere prioritariamente dedita al riciclaggio e all’autoriciclaggio di capitali, nonché alla truffa, all’esercizio abusivo dell’attività di intermediazione finanziaria e creditizia, al reimpiego di proventi illeciti, sino all’intestazione fittizia di beni, attiva nelle provincie di Messina e di Palermo.

Prospero Lombardo era il deus ex machina dell’associazione che, da impiegato di banca modello, riusciva a farsi dare le credenziali dei conti correnti dei clienti più facoltosi prelevando ingenti somme di denaro. Lombardo ha derubato i suoi clienti per oltre 2 milioni di euro, soldi che venivano poi riciclati sfruttando una serie di società operanti nel settore della mediazione creditizia ed altre società “cartiere” che servivano solo all’emissione di false fatturazioni, necessarie per la ripulitura degli illeciti proventi. Sapendo che prima o poi sarebbe stato scoperto e licenziato dall’istituto di credito, Prospero Lombardo ha avuto l’idea di creare una serie di società (tra cui la “Money Solutions” di Brolo e la “Trust Group” di Palermo) e di avvalersi di stretti collaboratori, ed in particolare di Gaetano Provenzani, di Milazzo, posto a capo della “Money Solutions”, per perseguire il proprio disegno criminoso dissimulando il reimpiego delle illecite provviste per renderne complessa la ricostruzione dell’origine.

 

Quando è stato scoperto, grazie alle denunce dei primi clienti, Prospero Lombardo ha dato una giustificazione davvero originale: ha detto agli inquirenti di aver prelevato i soldi dai conti dei clienti facoltosi per ripianare le posizioni di altri clienti. Una sorta di Robin Hood, insomma. Una volta licenziato Lombardo ha comunque continuato le sue attività illecite riciclando il denaro attraverso 4 società fantasma. A fregarlo, sebbene lui non figurasse in nessuna delle 4 società, la disponibilità all’interno di ognuna delle attività di un ufficio riservato proprio a Lombardo. Tra le prove raccolte dagli inquirenti anche una chat Whatsapp, chiamata “gruppo Money”, da cui emergeva in maniera plastica il reale ruolo svolto dal principale indagato di rappresentante di fatto e direttore commerciale di tutte le società e di ogni operazione di mediazione. Emblematici alcuni messaggi: “…Siamo una squadra e tutti corriamo per lo stesso obiettivo…”; “Gladiatori pronti per la battaglia quotidiana e mai soli”; “Forza leoni, uniti e insieme si vince!”. Invece hanno perso. Quando si dice la scalogna.

Oltre alle misure cautelari per tutti i 6 membri dell’associazione dedita al riciclaggio di capitali il Gip del Tribunale di Patti, Andrea La Spada, ha disposto il sequestro preventivo per circa 800 mila euro nei confronti dei patrimoni personali degli indagati e delle società della filiera criminale, tra cui la “Money Solutions” di Brolo e la “Trust Group” di Palermo.

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