Massacrato con un cacciavite: preso l’ex della sorella

Agguato mortale ai danni di Abdellatif Bensefiyan, 65 anni. Il presunto killer è stato fermato in meno di 24 ore alla stazione di Basiliano.

Udine – Stava solo tornando a casa con le borse della spesa, in una qualunque sera d’inizio settembre, quando la morte lo ha atteso dietro una siepe. Abdellatif Bensefiyan, 65 anni, per tutti “Abdoul”, è stato aggredito e colpito più volte al torace in via Castions di Strada, nel quartiere Sant’Osvaldo, e non è sopravvissuto alle ferite. A stringere quel cacciavite, secondo gli investigatori, sarebbe stato l’ex fidanzato della sorella: un uomo che non aveva mai accettato la fine di quella storia e che, appena tre giorni prima, aveva già promesso morte.

L’agguato si è consumato poco prima delle 20 di venerdì 4 settembre. Bensefiyan rincasava a piedi quando l’aggressore, appostato dietro una siepe, gli sarebbe piombato addosso colpendolo ripetutamente con un oggetto appuntito. Accanto al corpo i carabinieri hanno trovato e sequestrato un cacciavite sporco di sangue, anche se non escludono l’uso di una seconda arma. Poi la fuga a piedi, attraverso i campi della zona.

I soccorsi sono arrivati in fretta e il 65enne è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Santa Maria della Misericordia. Ma le ferite erano troppo profonde: è morto poco dopo il ricovero. Bensefiyan lavorava nel settore della distribuzione dei giornali e viveva in città con la compagna; nel quartiere era un volto conosciuto, “un punto di riferimento per la comunità”.

Il movente riporta a una storia finita male. Il presunto killer, un 32enne di origini marocchine, era stato legato sentimentalmente alla sorella 38enne della vittima. Un rapporto breve, che l’uomo non avrebbe mai accettato di chiudere: continuava a cercare la donna e, proprio tre giorni prima dell’omicidio, si era presentato sul suo luogo di lavoro. Di fronte all’ennesimo rifiuto, avrebbe pronunciato pesanti minacce di morte. Secondo la donna, il fratello sarebbe stato colpito per colpire lei.

La caccia all’uomo è scattata immediata, estesa a porti, aeroporti e stazioni di tutto il Nordest: gli inquirenti temevano un tentativo di fuga verso il Marocco. Formalmente residente a Rive d’Arcano ma domiciliato da mesi a Codroipo, il sospettato è stato invece rintracciato nel pomeriggio di sabato 5 settembre alla stazione di Basiliano, a meno di 24 ore dal delitto. Non ha opposto resistenza ed è stato condotto in caserma.

Sul caso indaga la Procura di Udine, con il sostituto procuratore Letizia Puppa: l’ipotesi è di omicidio volontario, aggravato dalla premeditazione. Resta l’immagine più crudele, quella di un uomo ucciso mentre faceva la cosa più innocua del mondo, tornare a casa con la cena. E il sospetto che quelle minacce, arrivate appena tre giorni prima, fossero un annuncio che nessuno è riuscito a fermare in tempo.