Agguato dietro la siepe, ucciso mentre torna dalla spesa

Un uomo di 61 anni colpito a morte al torace con un cacciavite. Il presunto killer aveva già minacciato la sorella della vittima: “Ti brucio”.

Udine – C’è un cacciavite sporco di sangue abbandonato sull’asfalto, le borse della spesa rovesciate e un uomo di 61 anni che si spegne poche ore dopo su un lettino d’ospedale. È lo scenario agghiacciante che venerdì sera ha squarciato la quiete di via Castions di Strada, nel quartiere di Sant’Osvaldo, alla periferia sud di Udine, dove un uomo di origine marocchina è stato assalito e colpito a morte mentre rincasava, vittima di un agguato preparato con la lucida freddezza di chi aveva già deciso di ucciderlo.

L’orologio segnava le 19.48 quando l’allarme, lanciato dai vicini di casa, ha fatto precipitare la serata nell’incubo. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la vittima stava camminando lungo la strada con le buste della spesa tra le mani quando l’aggressore, appostato e nascosto dietro una siepe, è sbucato all’improvviso. Ne è nata una colluttazione, e in quella manciata di istanti l’uomo è stato colpito ripetutamente con un’arma da taglio, prima che il killer si dileguasse a piedi nei campi circostanti, facendo perdere le proprie tracce.

I sanitari del 118 hanno tentato l’impossibile, trasportando d’urgenza il ferito all’ospedale Santa Maria della Misericordia. Ma le condizioni sono apparse subito disperate e l’uomo è morto poco dopo il ricovero. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del Comando provinciale, gli specialisti del reparto Investigazioni scientifiche e il sostituto procuratore Letizia Puppa, che ha coordinato i rilievi nell’area transennata.

Ma è nel movente che si nasconde il volto più amaro di questa tragedia. Nel mirino del killer non c’era l’uomo ucciso, bensì la sorella della vittima, una donna di 38 anni con cui il presunto assassino aveva avuto una relazione. Un legame che lei aveva chiuso circa un mese fa, e che lui non ha mai accettato. Tre giorni prima del delitto si era presentato sul suo posto di lavoro: davanti all’ennesimo rifiuto, l’avrebbe minacciata di morte urlandole “Ti brucio”.

A comporre il quadro dell’orrore è la voce del cognato della vittima, che denuncia settimane di terrore. “Ha accoltellato mio cognato, mi ha distrutto la macchina e ha minacciato di fare del male anche a mio figlio. Io non dormo la notte”, racconta l’uomo, spiegando di aver già segnalato tutto ai carabinieri. Il giorno prima dell’omicidio, sostiene, lo stesso aggressore gli avrebbe spaccato i vetri e tagliato le gomme dell’auto: “Aveva un coltello e un martello”.

Ora è caccia all’uomo. Il presunto responsabile è un 32enne, anch’egli di origine marocchina e residente a Rive d’Arcano, considerato ancora armato e pericoloso. I carabinieri stanno passando al setaccio la zona, acquisendo le immagini delle telecamere e raccogliendo le testimonianze di chi ha assistito all’aggressione o alla fuga.