L’EUROPA APRE LE PORTE ALLA MAFIA

L’Italia dovrebbe chiuderle una volta per tutte

Alla mafia piace l’Europa ed i mafiosi hanno scelto di stare in Europa per diversi motivi. Vediamo quali.

Il primo è la totale sottovalutazione del fenomeno. Quasi tutti i paesi europei sottovalutano la presenza mafiosa: Malta e Slovacchia hanno avuto i loro giornalisti uccisi.
Passi avanti sono stati fatti in: Germania, dopo la famosa strage delle cosche di San Luca di alcuni anni fa si sono registrati piccoli miglioramenti; Svizzera, che non sottovaluta più la minaccia e si è dotata dello strumento giuridico del reato associativo che si applica ai mafiosi; Francia che ha i suoi parametri, ma tra tutti i paesi è forse quello che, avendo avuto (ed ha tuttora) i suoi banditi e malfattori nel sud ed in Corsica, si mostra più attenta; Irlanda, che dopo la morte di Veronica Guerin, giornalista investigativa, ha aperto gli occhi colpendo i narcotrafficanti; San Marino, che si è dotata di norme adeguate in corso di potenziamento costante ed ha iniziato ad affrontare la questione da alcuni anni.
Il resto dell’Europa tace. Con il parlamento europeo che non ha confermato la Commissione CRIM

Antonino Caponnetto
Antonino Caponnetto

Il secondo motivo è la mancanza di una normativa adeguata a contrastare la mafia.
Norme come l’associazione a delinquere di stampo mafioso, oppure articoli come il 41 bis sul carcere duro oppure sul sequestro dei beni scarseggiano.
Con l’eccezione di San Marino, che, grazie anche al compianto Vigna, si è dotato di una normativa moderna in proposito.
Anche sugli appalti la situazione non è rosea in Europa. In pratica i controlli antimafia non esistono. La Gran Bretagna è invasa dalla mafia albanese (e non solo) e sta chiedendo aiuto alle istituzioni internazionali.

Il terzo motivo, che si ricollega al primo, è la scarsa volontà di affrontare la questione, pensando che in qualche modo il fenomeno sia arginabile delimitandolo e convivendoci.
Si tratta, invece, di un errore mortale.
Con la mafia è meglio non conviverci e soprattutto non delimitarla in quanto non è delimitabile.
Il quarto motivo è la non capacità dei paesi europei di leggere e capire il fenomeno mafioso. Un fenomeno che non li riguarda.
Questo aiuta i mafiosi ad inserirsi agevolmente nei territori.
La situazione è preoccupante. Basti pensare che due porti fondamentali in Europa, come Rotterdam ed Anversa, sono perfettamente in linea con Gioia Tauro e Genova in quanto a traffici di mafie italiane.

Antonino-Caponnetto
Antonino Caponnetto

Cara Europa adegua la normativa. Alza la guardia, prendi ad esempio anche l’Italia, che, nonostante sia migliorabile, ha una buona normativa.
Un giorno potresti scoprire che è troppo tardi.

Cara Italia, nella lotta alla mafia non diventare come l’Europa.
La recente sentenza della Corte Costituzionale che permette ai mafiosi di godere di permessi premio è devastante. Ci riporta agli anni 80. È una prima crepa nel sistema normativo antimafia che di fatto elimina anche il 41 bis (e l’eliminazione e del 41 bis è il vero obiettivo dei mafiosi).
Caponnetto si sta rivoltando nella tomba. Occorre bloccare con forza tutto ciò, senza se e senza ma. Altrimenti avremo perso la guerra contro la mafia.

Salvatore Calleri

Presidente Fondazione Caponnetto

Salvatore Calleri
Salvatore Calleri
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