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La morte diventa spettacolo: the Crown sesta stagione

Mai spiegare, mai protestare (never explain, never complain) è stato il motto della regina Elisabetta II, regalatole presumibilmente dal primo ministro Disraeli tramite la Regina Madre.  Peter Morgan il creatore della serie “The Crown” ha fatto di questo adagio il grimaldello con cui ha forzato impunemente lo scrigno della vita privata della Casa reale inglese.

Londra – La sesta e ultima stagione è stata decisa a seguito dell’impossibilità di comprimere nella quinta stagione il periodo dagli anni Novanta all’inizio del nuovo millennio, cosi da rendere giustizia alla complessità di quegli anni. Il decennio più difficile del lungo regno della longeva monarca.

Le riprese della sesta stagione hanno preso il via nel Regno Unito, nello scorso agosto. La produzione ha interrotto i lavori alla morte della regina Elisabetta e in seguito la troupe si è spostata in Francia per girare le scene della morte della Principessa Diana e di Dodi Al-Fayed.

Regina Elisabetta

Il racconto della stagione 6 infatti, prenderà il via dalla tragedia del 31 agosto 1997, nella quale persero la vita la Principessa Diana e Dodi Al-Fayed, in un incidente stradale sotto il ponte dell’Alma, a Parigi. Assisteremo a tutto quanto accaduto prima e dopo la morte di Lady Di, comprese le circostanze che Peter Morgan ha precedentemente esplorato nel film del 2006, The Queen. Ma la scena dell’effettivo incidente e della morte, dopo polemiche e colpi di scena, non sarà esplicitata. Per non esasperare gli animi.

Malgrado infatti The Crown sia etichettata come fiction, pesca a piene mani nel tessuto delle dinamiche dei reali ed espone impietosamente il significato più profondo di ciò che significa appartenere alla royalty. All’ istituzione che la Regina Elisabetta II ha battezzato “The Firm”, malamente traducibile con il nome Azienda.

Nel desiderio di depistare gli ascoltatori dalla cruda realtà, i vari esperti reali si affannano a dichiarare che si tratta di finzione, che ci sono episodi completamente inventati, che la serie non ha attinenza con la realtà. La Corona intanto tace, nell’impossibilità di adire le vie legali per invasione della privacy, poichè Morgan si nasconde dietro il paravento della fiction, inserendo a tal scopo nella narrazione anche innocui elementi non veri.

Lady Di

Lo sguardo invadente e documentato di Morgan però sembra non lasciar dubbi sul fatto che avere legami con la fishbowl (la boccia del pesce), è come possedere l’anello di Frodo. E’ impossibile pensare di cedere la propria posizione, i privilegi, la ricchezza, la protezione, la notorietà, che lo status di royal garantisce.  A questa istituzione, che si regge sul consenso popolare che la sostiene nell’illusione condivisa del magico, del mistero, tutto rischia di essere sacrificato dai suoi appartenenti: la famiglia, l’amore, la libertà, l’indipendenza. Perché la corona è un’entità che deve vincere sempre, nei secoli dei secoli.

Harry e Meghan per loro fortuna non compariranno nella fiction. La coppia è intenta a picconare dall’esterno la fragile costruzione reale di cui, in un gioco al massacro – il cui significato sembra sfuggir loro – non sono in grado di liberarsi. 

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