IL BRIVIDO DEL LUOGO PUBBLICO

quando il desiderio chiama non si può non rispondere, a qualunque costo.

Oggi vi narrerò una leggenda che risale a un tempo lontano, a un’epoca in cui gli dei, gli uomini e gli eroi dividevano il mondo. Nella Grecia antica, anche per la giovane principessa Atalanta, cresciuta e addestrata dalla vergine divinità cacciatrice Artemide, arrivò l’età in cui prendere sposo era d’obbligo. La fanciulla, abile nell’arte venatoria e nelle prove fisiche, decise che avrebbe dato del filo da torcere ai suoi pretendenti e, dunque, coloro che avessero osato sfidarla nella corsa senza vincerla sarebbero stati puniti con la morte.

Nonostante le crudeli premesse, Atalanta era tanto bella che in molti perirono nella speranza di averla. Tutti eccetto Ippomene, un giovane il cui sentimento ardente aveva richiamato le attenzioni di Afrodite. La dea dell’amore gli concesse il dono prezioso dei pomi d’oro raccomandandogli di lasciarli cadere durante la corsa in modo che Atalanta, attratta dagli aurei frutti, si fermasse a raccoglierli.

Come previsto, inebriata dalla bellezza delle luccicanti mele, la pupilla di Artemide perse la sfida e dovette sposare Ippomene. Il giovane si rivelò anche un bravo cacciatore e un degno compagno e fra i due, presto, si accese la passione.

Ippomene, però, dimenticò di ringraziare la dea che lo aveva aiutato nella conquista del cuore di Atalanta e, come se non bastasse, i due giovani, durante una battuta di caccia, si amarono in un luogo sacro, il tempio dedicato agli dei. I celesti, adirati per tale profanazione, li trasformarono in leoni, poiché in Grecia si credeva che questi animali non si accoppiassero mai tra loro, ma solo con leopardi e altre specie simili. Fu, dunque, l’irrefrenabile passione che, portando i nostri eroi a consumare un rapporto in un luogo pubblico, sacro a uomini e dei, ne decretò l’infausto destino.

Sarebbe il caso di dire “quando il desiderio chiama non si può non rispondere, a qualunque costo”.

Ovunque ci si trovi, in qualsivoglia momento, se la persona che ci accompagna è quella giusta, il richiamo dell’eros può diventare così seducente da annullare, per qualche istante, ogni forma di razionalità e sana prudenza. È, forse, capitato anche a voi? Lo avete mai fatto in un luogo pubblico? Prendetevi qualche secondo per pensare e rispondere. Con molta probabilità, ognuno di noi ha un segreto piccante a riguardo che non svelerà a tutti, ma di cui andrà privatamente fiero tutta la vita. Sarà l’eccitazione nel poter essere scoperti, sarà la trasgressione delle regole del buon costume, ma c’è, di sicuro, quel particolare gusto del proibito che dà brio al rapporto e fa ardere la passione.

Non dimentichiamo che nell’antica Roma perfino il bacio in pubblico tra marito e moglie era considerato sconveniente e, ancora oggi, in alcuni stati come Malesia, Emirati arabi e Messico, scambiarsi tenerezze può costare molto caro, da una multa salata fino alla reclusione. Tenersi per mano, abbracciarsi, baciarsi, anche appassionatamente, sono tutti atti spontanei d’affetto e d’amore che, almeno nel nostro Paese, per fortuna, anche se avvengono in pubblico, non sono considerati illeciti e quindi non sono perseguibili dalla legge, nonostante molti benpensanti tollerino a denti stretti ogni forma di effusione amorosa.

Chi vuole osare di più, però, riesce a ritagliarsi un angolo appartato in qualsiasi luogo pubblico, le buie poltroncine di un cinema, un ascensore bloccato, la classica auto nel parcheggio, le panchine di un parco pubblico, una spiaggia sotto il cielo stellato… Nascosti ma sotto gli occhi di tutti!

Ed ecco che l’eccitazione va alle stelle. Rischiare una punizione divina o un arresto per atti osceni in luogo pubblico vale davvero la pena per un po’ di brivido extra? Non esiste una risposta giusta o sbagliata, né univoca per tutti.

Resterà il nostro piccolo eccitante segreto.

 

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su email
Email
Condividi su print
Stampa