CATANIA – MATTEO SALVINI ALLA SBARRA. IL CAPOLUOGO ETNEO DIVENTA PONTIDA

Il leader della Lega salirà le scale del tribunale etneo pronto a difendersi con le unghie, se necessario. Mentre la sua claque farà sentire tutta la propria solidarietà al suono di pifferi e tamburi.

Catania – I Leghisti italiani uniti a Catania per difendere Matteo Salvini da ogni accusa. La macchina organizzativa della Lega si è messa in moto per accogliere ed esprimere solidarietà al proprio leader. La città etnea, infatti, per due giorni da oggi farà da palcoscenico agli eventi del Carroccio siciliano. Insomma una passerella in grande stile come se don Matteo dovesse partecipare ad una manifestazione elettorale o ricevere un premio.

Peccato che oggi il capo delle forze di Pontida sarà protagonista di un’udienza preliminare che lo vede imputato per sequestro di persona e non per aver asportato bruscolini dal paniere del venditore di caldarroste. Una cosa seria, dentro il palazzo di Giustizia, che si trasformerà in farsa al di fuori dell’aula. E le premesse, Covid a parte, ci sono tutte.

Nel capoluogo etneo stanno giungendo, in ordine sparso, centinaia di cacciatori di selfie al seguito di bandiere e striscioni, tantissimi dirigenti di partito gregari dei big come il sottosegretario Giancarlo Giorgetti, i capigruppo di Senato e Camera, Romeo e Molinari, i responsabili dei dipartimenti Centinaio, Bagnai, Borgonzoni, Rixi, Molteni e Borghi ma anche tanti altri rappresentati delle istituzioni ai vari livelli e provenienti da tutta Italia.

Previsti incontri tematici, allestiti negli spazi della “Nuova Dogana”, sui temi del momento che vanno dalla giustizia, sicurezza, migranti, al ponte sullo Stretto. Pullman e aerei i mezzi più gettonati dai giovani leghisti lombardi in trasferta in Sicilia.

La motonave Gregoretti

Il processo al leader della Lega, imputato per sequestro di persona nella vicenda della nave Gregoretti, doveva iniziare il 4 luglio ma era stato rinviato al 3 ottobre. Il 12 febbraio di quest’anno il Senato aveva approvato la richiesta di processo per Salvini, arrivata nel dicembre 2019, da parte del tribunale dei Ministri di Catania. Salvini dovrà rispondere del mancato sbarco di 116 migranti che si trovavano a bordo della Gregoretti in forza alla Guardia Costiera quando ricopriva l’incarico di ministro dell’Interno.

La nave era rimasta per giorni fuori dal porto di Augusta, in provincia di Siracusa, nonostante fosse inadatta ad ospitare un numero così alto di persone. La situazione si era poi risolta quando alcuni Paesi europei e la Chiesa cattolica si erano resi disponibili ad accogliere i migranti.

Nonostante la Lega avesse assicurato di non emulare le manifestazioni del 2013, a Milano, per difendere Silvio Berlusconi, alla fine ha vinto il protagonismo quando avrebbe dimostrato maggiore serietà con il silenzio. Ma ve lo immaginate un Salvini che sta zitto con un’occasione cosi ghiotta fra le mani? E quando gli ricapita? Già, quando gli ricapiterà di fare il ministro con l’aria che tira?

La regia della Lega ha stabilito anche collegamenti in diretta. Mentre il giudice Nunzio Sarpietro sentirà il segretario del Carroccio, in contemporanea i suoi apriranno il fuoco incrociato per difendere Matteo Salvini al grido di “Catania capitale europea della libertà. Processate anche me“.

I catanesi hanno buona memoria

La scritta campeggerà a caratteri cubitali sul palco del parcheggio Borsellino, dentro il Porto di Catania, dove si svolgerà la lunga maratona oratoria dei parlamentari in difesa del capo finito sotto processo. Comunque stiano le cose e considerando il profilo dei partecipanti, lo spettacolo è assicurato. Confidiamo in uno spettacolo per lo meno ordinato e nel rispetto delle disposizioni di legge sulla limitazioni dei contagi con mascherine e distanziamento sociale. Giusto per evitare altri processi. 

 

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