BASILICATA UNA TERRA DOVE SI COLTIVANO IDEE

Nasce in Basilicata un progetto integrato di coltivazione a rete delle erbe officinali e realizzazione di piattaforme per la raccolta e trasformazione delle erbe. Questo progetto punta sul rilancio dell’agricoltura lucana sfruttando le potenzialità del territorio agricolo e valorizzando le sue vocazioni.

Il progetto nasce da una intuizione circa il luogo strategico dove realizzare il primo parco Ecologico-Letterario delle erbe officinali: gli orti saraceni di Tricarico.

Da sempre luogo di incontro di popoli di origini e culture differenti, la città di Tricarico, che rappresenta il “limite baricentrico fra Potenza e Matera”, conserva le testimonianze di un particolare approccio con la natura, in grado di garantire la continuità della vita attraverso l’utilizzo di risorse minime e allo stesso tempo preziose. Un gruppo di lavoro dell’Università della Basilicata su incarico della Regione Basilicata ha elaborato un progetto di recupero storico-ambientale del centro storico orti e giardini di tipico carattere arabo.

Il progetto di riqualificazione della periferia di Tricarico si inserisce anche nell’ambito delle attività di sviluppo, portate avanti in Basilicata e in altri paesi comunitari, della R.I.P.O. (Rete di Imprese delle Piante Officinali), filiera di coltivazione, trasformazione e commercializzazione delle erbe officinali, che lavora in collaborazione con l’associazione Terre di Erbe, che ha come obiettivo la salvaguardia della biodiversità delle piante officinali autoctone, la protezione del territorio e del paesaggio, attraverso l’organizzazione di passeggiate conoscitive e di riconoscimento delle erbe, e la rigenerazione della popolazione che viene coinvolta in attività di cura e salvaguardia di orti collettivi migliorando non solo le capacità relazionali ma rientrando pian piano anche nel mondo del lavoro.

Tutto questo registra un effetto volano occupazionale e di miglioramento socioeconomico, non solo nel territorio tricaricese ma anche nell’intera regione, grazie anche ad una serie di attività dell’indotto che si stanno sviluppando in collegamento al grande evento in atto di Matera Capitale della Cultura 2019.

Inoltre, il costituendo comitato per la candidatura degli Orti Saraceni all’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità, sottolinea la forte vocazione naturale ed accresce la consapevolezza che tale sito non è solo un luogo da vivere per la sua funzione di edutainment, ma può ambire ad essere un vero e proprio luogo per la produzione e la cultura identitaria locale.

Il parco letterario dedicato a Rocco Scotellaro, illustre poeta Tricaricese, ripropone i versi dell’autore, con le sue opere letterarie visibili ad ogni ingresso di terrazzamenti: il Giardino di Guernica, il Giardino delle monache, i giardini dell’Agricoltura, il Giardino dei sensi.

La realizzazione dei giardini sarà attuata con le piante officinali. In Basilicata sono presenti ben 437 specie di erbe officinali autoctone che rappresentano il 25 % del patrimonio complessivo e in Italia siamo importatori di oltre il 70 % del fabbisogno di Piante officinali.

In un periodo nel quale l’agricoltura viene riconosciuta come un’attività generalmente poco remunerativa dal punto di vista economico, la coltivazione di piante aromatiche ed erbe officinali rappresenta invece un investimento in grado di generare buoni redditi a fronte di superfici coltivate di estensione relativamente limitata. Con questo progetto si recupera la vocazione agricola del territorio lucano, si specializza il territorio in una coltivazione, e in un quadro di multifunzionalità aziendale si punta ad una integrazione al reddito di aziende agricole o alla realizzazione di un reddito per territori totalmente dedicati a tali coltivazioni.

Negli ultimi anni, lo scenario dell’agricoltura è molto mutato per effetto dei cambiamenti della politica agricola comunitaria e, in particolare, del disaccoppiamento dei pagamenti diretti, che ha aperto spazi alla coltivazione di prodotti agricoli minori, ma in alcuni casi molto redditizi e con sbocchi di mercato più dinamici.

Infine, il settore delle piante officinali ha ricevuto nell’ultimo decennio una notevole spinta evolutiva, come conseguenza dell’accresciuta domanda di prodotti legati alla sfera della salute e del benessere da parte dei consumatori. Quest’evoluzione del consumo è ormai un trend confermato e non una moda passeggera. In campo alimentare, sono considerati con sempre maggiore interesse i prodotti che promettono funzionalità specifiche, preventive e curative. Più in generale, l’interesse del consumatore per tutti quei prodotti che rientrano nell’area del “benessere globale” è cresciuto in questi anni, dando impulso al mercato degli integratori, degli alimenti addizionati, dei prodotti cosmetici a base di erbe, ecc., interesse che, secondo le analisi di mercato, resiste malgrado il perdurare della crisi economica iniziata nel 2009.

In questo quadro il progetto vuole valorizzare la biodiversità vegetale attraverso una coltivazione a rete,  su scala regionale, secondo le peculiarità di ciascun territorio e delle richieste di mercato attraverso la realizzazione di prodotti erboristici e cosmetici naturali ottenuti da colture di piante officinali biologiche.

A causa dell’elevato numero di specie officinali richieste dal mercato ed in considerazione delle diverse situazioni pedoclimatiche ed aziendali è molto difficile decidere quali specie coltivare e le aziende devono valutare caso per caso quali siano le specie più adatte. Fondamentale, e non sempre facilmente valutabile, è la conoscenza delle possibilità di vendita e la remuneratività.

È in tale contesto che si inserisce il progetto di “rete delle coltivazioni” di erbe officinali e di “piattaforma di raccolta e trasformazione” di erbe officinali lucane.

L’operazione Rete risulta essere competitiva nel settore delle erbe officinali e di fatto risponde alla necessità espressa dal mercato di disporre di maggiori quantità e qualità dei prodotti, di assicurare sicurezza e certificazione e rintracciabilità dei prodotti che la piattaforma di raccolta e trasformazione può dare.

Si incrociano così le esigenze delle aziende agricole con quelle del mercato dei derivati di piante officinali.

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