Arrestato Adinolfi, la “Scommessa Collettiva” si trasforma in un buco da 5 milioni

Il leader del Popolo della Famiglia è finito ai domiciliari con le accuse di truffa ed evasione fiscale.

Roma – Il predicatore della “famiglia naturale”, il volto che per anni ha guidato crociate e Family Day, questa mattina si è svegliato con i militari della guardia di finanza sulla porta di casa. Mario Adinolfi, giornalista, ex deputato ed ex giocatore di poker professionista, è stato posto agli arresti domiciliari con l’accusa di truffa ed evasione fiscale. A firmare il provvedimento cautelare è la Procura di Roma, che gli contesta un presunto sistema capace di ingoiare i risparmi di decine di persone e di generare un buco vicino ai cinque milioni di euro.

Al centro dell’inchiesta c’è la “Scommessa Collettiva”, il circuito che Adinolfi promuoveva apertamente da anni, persino sul proprio profilo Facebook, presentandolo come un innocuo gruppo di amici scommettitori nato a metà degli anni Duemila. Il meccanismo era semplice e seducente: si entrava versando una quota, da qualche migliaio di euro in su, con la promessa di riavere tutto maggiorato dai proventi delle giocate gestite personalmente da lui. Rendimenti da sogno, fino al 40% annuo e capitale garantito.

Ma per molti quella promessa si è rivelata una trappola. Secondo gli inquirenti, il presunto sistema illecito avrebbe prodotto un danno vicino ai cinque milioni di euro, a cui si aggiungono altri 400mila euro legati alla frode al Fisco. Denaro affidato in buona fede e, per diversi partecipanti, mai più tornato indietro.

Il caso non nasce oggi. La “Scommessa Collettiva” era finita sotto i riflettori già nel 2023, con un’inchiesta del Cerbero Podcast, per poi esplodere nell’autunno del 2025 grazie ai servizi de Le Iene. Davanti alle telecamere di Italia 1, l’inviato Filippo Roma aveva raccolto le testimonianze delle vittime. Tra queste Angela, una donna disabile che raccontò di aver versato 82mila euro – i risparmi di una vita – nella speranza di riaverli con gli interessi, chiedendo poi soltanto la restituzione del suo denaro.

A 55 anni, Adinolfi resta uno dei volti più riconoscibili del cattolicesimo ultraconservatore italiano: animatore dei Family Day, fondatore nel 2016 del Popolo della Famiglia, protagonista di battaglie contro unioni civili, aborto ed eutanasia, fino alla parentesi televisiva all’Isola dei Famosi. Solo una settimana fa era sceso in piazza contro “l’invasione islamica”. Oggi la sua immagine pubblica si scontra con un fascicolo giudiziario pesantissimo.

Ora la parola passa ai giudici. Per Adinolfi vale, come per chiunque, la presunzione di innocenza: le accuse dovranno essere provate in un processo. Ma intanto restano i volti e le voci di chi, dietro il fascino della scommessa vincente, sostiene di aver perso tutto.