Il centrodestra consolida il vantaggio, il Pd arretra: Vannacci supera il 3,8%

L’ultimo rilevamento Tecnè per l’agenzia Dire fotografa un quadro politico in cui il governo mantiene un vantaggio stabile sulle opposizioni.

La forbice tra centrodestra e centrosinistra si allarga ancora, seppur di pochi decimali. Secondo l’ultimo sondaggio realizzato da Tecnè per l’agenzia Dire, con interviste raccolte tra il 4 e il 5 giugno, la coalizione che sostiene il governo Meloni si attesta al 46%, in calo di un decimale rispetto alla rilevazione precedente. Le opposizioni scivolano al 44,4%, perdendo tre decimali. Il divario complessivo tra i due schieramenti sale così a 1,6 punti percentuali.

Fratelli d’Italia si conferma ancora una volta primo partito italiano con il 29,3%, sostanzialmente invariato rispetto a sette giorni fa. Alle spalle della Meloni, Forza Italia si mantiene ferma all’8,8% e conserva il vantaggio sulla Lega, che cede un decimale e scende al 6,9%. Noi Moderati rimane stabile all’1%, completando una coalizione che, nonostante qualche piccola erosione, non mostra segni di cedimento strutturale.

Sul versante opposto, è il Partito Democratico a registrare la variazione più significativa. Il partito guidato da Elly Schlein perde lo 0,3% e si ferma al 21,8%, restando pur sempre la prima forza del centrosinistra ma accusando una flessione che alimenta le discussioni interne sulla tenuta del cosiddetto campo largo. A beneficiarne, almeno parzialmente, sembrano essere gli alleati: il Movimento 5 Stelle sale al 12,5% (+0,1) e Alleanza Verdi-Sinistra tocca il 6,4% (+0,1). In leggero arretramento Italia Viva, al 2,3%, e Più Europa, all’1,3%.

La Lega perde ancora un decimale e si ferma al 6,9%. A poca distanza, Futuro Nazionale di Roberto Vannacci segna il 3,8%, guadagnando due decimali rispetto alla settimana precedente. Non è ancora un sorpasso, ma la direzione di marcia dei due partiti è opposta da mesi. Mentre il Carroccio arranca, il movimento del generale accumula consensi settimana dopo settimana in quello stesso bacino elettorale, l’area più nazionalista e antiestablishment della destra, che un tempo era territorio esclusivo di Salvini. A Calenda va invece il segnale più modesto della rilevazione: Azione guadagna un decimale e sale al 2,9%.