Giornata di tensione in Val di Susa, con centinaia di identificati e un bilancio dei feriti in continuo aumento.
Torino – La Val di Susa ha rivissuto una delle giornate più tese degli ultimi anni, con la mobilitazione No Tav che ha riportato al centro dell’attenzione il cantiere dell’alta velocità. Secondo l’agenzia Ansa, le persone identificate per gli scontri di sabato 25 luglio sarebbero circa 450, mentre il numero dei feriti continua a crescere: le stime oscillano tra i 120 e i 143.
Sul fronte dei danni materiali, è intervenuta Telt, la società binazionale che gestisce i lavori per la nuova linea ferroviaria. Nella sua comunicazione, l’azienda ha parlato di una prima valutazione economica riferita al solo cantiere di Chiomonte, pari a circa un milione di euro, precisando che restano ancora da definire i tempi necessari per la rimozione dei detriti e per il ripristino delle aree di lavoro e dei servizi all’interno della galleria.
A rendere ancora più acceso il clima è stato il comunicato diffuso dal movimento No Tav, che ha rivendicato la partecipazione di circa 20mila persone alla marcia. Nel testo, i manifestanti hanno respinto le accuse di essere “facinorosi” o “incappucciati”, rivendicando invece il proprio ruolo nella costruzione di un’alternativa sociale e hanno indirizzato parole dure contro la politica, definita incapace di gestire le conseguenze delle proprie scelte.