Sondaggi, un punto separa centrodestra e campo largo: Vannacci ago della bilancia

Il rilevamento Tecnè-Dire fotografa una corsa sempre più serrata verso le elezioni. Mentre la Lega sanguina voti verso Futuro Nazionale, Calenda bussa a Palazzo Chigi.

Un solo punto percentuale. È questo il margine che, secondo il sondaggio realizzato da Tecnè per l’agenzia Dire, separa al momento il centrodestra al governo dal campo largo d’opposizione. Una distanza che si restringe settimana dopo settimana e che trasforma i prossimi mesi in un terreno sempre più scivoloso per entrambi gli schieramenti.

La coalizione che sostiene il governo Meloni si attesta complessivamente al 45,9%, con Fratelli d’Italia saldamente in testa al 29,2%, in leggera crescita di tre decimi. Forza Italia rimane stabile all’8,8%, Noi Moderati non si muove dall’1%. Il punto dolente è la Lega: scende al 6,9%, altri due decimi persi in una settimana che Salvini ricorderà a fatica. L’uscita della deputata Laura Ravetto, approdata a Futuro Nazionale, è l’ultima di una serie di emorragie verso il partito di Roberto Vannacci. Tre ex leghisti militano ormai sotto le sue bandiere e le indiscrezioni parlano di altri potenziali arrivi dai ranghi di via Bellerio.

Sul versante opposto, il campo largo si ferma al 44,9%, in calo di due decimi. Il Partito Democratico scivola di un decimo al 22% e non riesce ancora a guadagnare lo slancio necessario per insidiare FdI nella corsa al primo partito. Il Movimento 5 Stelle perde anch’esso terreno e si posiziona al 12,7%. Alleanza Verdi-Sinistra resta al 6,2%, mentre Italia Viva al 2,5% e Più Europa all’1,5% segnano entrambe un timido recupero.

Fuori dai due blocchi, però, si gioca forse la partita più interessante. Futuro Nazionale cresce ancora e sale al 3,3%: un bacino di voti che il centrodestra guarda con interesse ma che fatica a corteggiare apertamente, considerati i rapporti tesi tra Vannacci e la Lega e le possibili resistenze di Forza Italia. Dall’altra parte dello spettro extrasistema c’è Azione di Carlo Calenda, al 2,9%, che nelle ultime settimane ha intrapreso un percorso di avvicinamento alla maggioranza culminato in un incontro a Palazzo Chigi con la presidente del Consiglio. Se da quella porta aperta uscirà qualcosa di concreto, è ancora tutto da vedere.

Con le elezioni all’orizzonte e un punto solo a dividere i due campi, ogni decimale conterà. E chi oggi si trova fuori dagli schieramenti potrebbe ritrovarsi, domani, a deciderne le sorti.