Nel mirino della Corte dei Conti la gestione del Consorzio Maleventum. Coinvolte otto persone, tra cui ex funzionari della Prefettura di Benevento. Secondo gli inquirenti, parte dei fondi destinati all’accoglienza sarebbe stata utilizzata per spese private.
Benevento – Avrebbero sottratto risorse destinate all’accoglienza dei migranti per finanziare spese personali, riducendo al contempo la qualità dei servizi offerti all’interno dei centri. È questa l’ipotesi al centro dell’inchiesta della Procura regionale della Corte dei Conti per la Campania, che ha portato alla contestazione di un presunto danno erariale pari a 1,3 milioni di euro.
L’indagine riguarda la gestione del Consorzio Maleventum, attivo nel Beneventano nell’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale. La guardia di finanza di Benevento ha notificato otto inviti a dedurre, atto che consente agli interessati di presentare le proprie difese prima di un’eventuale citazione in giudizio davanti alla magistratura contabile. Tra i destinatari del provvedimento figurano gli amministratori del consorzio, alcuni loro familiari e anche ex funzionari e dipendenti della Prefettura di Benevento.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tra il 2014 e il 2018 al Consorzio Maleventum sarebbero stati destinati oltre 20 milioni di euro provenienti dal Ministero dell’Interno e veicolati attraverso la Prefettura di Benevento per garantire l’accoglienza dei migranti ospitati nelle strutture del territorio.
Una parte di quelle risorse, tuttavia, sarebbe stata impiegata per finalità del tutto estranee agli scopi istituzionali. Gli accertamenti della GdF avrebbero infatti documentato l’utilizzo di denaro pubblico per acquisti presso negozi di alta moda, viaggi, soggiorni, trasferimenti di denaro a familiari del gestore di fatto del consorzio e altre spese personali ritenute incompatibili con la destinazione dei finanziamenti ricevuti.
Parallelamente, i controlli eseguiti nei centri di accoglienza avrebbero evidenziato numerose criticità. I finanzieri riferiscono di aver riscontrato carenze igienico-sanitarie, situazioni di sovraffollamento, insufficienza di beni e servizi essenziali e il mancato rispetto degli standard di sicurezza previsti dai capitolati d’appalto.
Secondo la Procura contabile, i risparmi ottenuti attraverso la riduzione dei servizi destinati agli ospiti delle strutture sarebbero stati dirottati verso spese private, generando così il danno contestato alle casse pubbliche. L’inchiesta contabile trae origine da un procedimento penale trasmesso alla Corte dei Conti nel dicembre 2018 e conclusosi il 21 aprile scorso con una sentenza di condanna emessa dal Tribunale di Benevento.
Ora sarà la magistratura contabile a valutare le responsabilità dei soggetti coinvolti e l’eventuale obbligo di risarcire il presunto danno erariale quantificato in oltre un milione di euro.