I capelli sono rimasti intrappolati nell’aspiratore. Lo stabilimento è stato posto sotto sequestro.
Genova – Bastano pochi secondi perché una giornata al mare si trasformi in tragedia. È accaduto oggi pomeriggio a Sestri Levante, dove una ragazzina di 13 anni è stata risucchiata dal bocchettone di aspirazione della piscina di uno stabilimento balneare. La giovane, ricoverata in condizioni gravissime all’ospedale pediatrico Gaslini di Genova, lotta ora tra la vita e la morte. L’impianto, i Bagni Segesta sul lungomare Giovanni Descalzo, è stato posto sotto sequestro e sulla dinamica indagano carabinieri e capitaneria di porto.
Erano le prime ore del pomeriggio quando la 13enne si trovava in acqua, in una vasca dove si tocca senza difficoltà, poco distante dalla madre. In un attimo la potenza della pompa di aspirazione l’ha trattenuta sul fondo: secondo le prime ricostruzioni, la bocchetta le avrebbe risucchiato i capelli, impedendole di riemergere.
Quando qualcuno si è accorto che la ragazzina era rimasta sott’acqua è scattato l’allarme. Secondo alcune testimonianze sarebbe stato lo stesso titolare dei bagni a intervenire, liberandola con delle forbici dopo averle tagliato i capelli rimasti incastrati. La giovane, ormai priva di conoscenza, è stata affidata ai soccorritori.
I bagnini prima, poi il personale del 118, hanno praticato le manovre di rianimazione per oltre mezz’ora. Vista la gravità del quadro, è stato disposto il trasferimento d’urgenza: l’elicottero dei vigili del fuoco l’ha trasportata in codice rosso al Gaslini, dove è arrivata in condizioni gravissime.
Sul posto sono intervenuti anche la guardia costiera e i carabinieri di Sestri Levante, che hanno avviato gli accertamenti per chiarire come sia stato possibile che un semplice pomeriggio in piscina si trasformasse in una corsa disperata contro il tempo.
Non è un caso isolato. Si tratta del secondo episodio simile in Liguria da maggio a oggi: poche settimane fa un’altra bambina era stata risucchiata dal bocchettone dell’idromassaggio di un resort a Savona, sulla riviera di ponente. Un allarme che riporta al centro il tema della sicurezza degli impianti e dei sistemi di aspirazione delle piscine, chiamati per legge a essere dotati di dispositivi anti-intrappolamento.