Al centro dell’inchiesta i costi di riparazione e la gestione dell’impianto: si ipotizza il danno erariale.
Venezia – A pochi mesi dalla conclusione delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, lo Sliding Centre di Cortina d’Ampezzo finisce sotto la lente della giustizia contabile. La Procura regionale della Corte dei Conti per il Veneto ha aperto un’indagine ipotizzando il reato di danno erariale in relazione alla gestione e ai recenti interventi di ripristino della costosa struttura sportiva.
L’inchiesta, rivelata dai quotidiani veneti del gruppo Nem, si focalizza sullo stato dell’impianto al momento della sua riconsegna a Simico (Società Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026), avvenuta nei giorni scorsi per consentire l’avvio di alcune riparazioni.
I magistrati contabili intendono accertare se i danni riscontrati siano la conseguenza naturale dell’usura delle strutture o se, al contrario, siano stati causati da una gestione non idonea durante il periodo olimpico. Il quesito centrale riguarda la distinzione tra problemi strutturali antecedenti all’evento e ammaloramenti occorsi sotto la responsabilità della Fondazione Milano Cortina durante lo svolgimento delle gare.
L’attenzione della Corte dei Conti si concentra inevitabilmente sull’impatto economico che queste riparazioni avranno sulle casse dello Stato. L’ipotesi di reato suggerisce che il costo dei lavori di ripristino possa configurarsi come un inutile spreco di denaro pubblico, qualora venissero accertate negligenze nella manutenzione o nell’utilizzo dell’opera.
L’impianto, già al centro di aspre polemiche durante la fase di costruzione per i costi elevati e l’impatto ambientale, torna dunque a essere un caso politico e giudiziario. L’indagine dovrà chiarire se la “legacy” olimpica, ossia l’eredità lasciata dal grande evento, stia già gravando sulla collettività con costi di gestione e manutenzione fuori controllo.