31 MARZO LA GIORNATA DEL RICORDO

La pandemia ci ha fatto ritrovare più uniti che mai e le vittime serviranno alla memoria futura affinchè simili patologie vengano combattute con le armi della prevenzione e dell’efficienza

Il 31 Marzo è la giornata dedicata al ricordo delle vittime colpite dalla pandemia, alle ore 12,00, infatti, in tutti i municipi d’Italia e nelle sedi delle Province saranno esposte le bandiere a mezz’asta per poi rispettare un minuto di silenzio in memoria di coloro i quali ci hanno lasciato.

Ogni sindaco che deciderà di partecipare osserverà il minuto di silenzio davanti al municipio o al monumento dei Caduti a nome di tutta la cittadinanza che sarà chiamata a fare lo stesso nella propria abitazione.

La conferma che il virus era arrivato in Italia l’aveva data il premier Conte il 30 gennaio scorso. Il 6 febbraio si era avuta notizia del primo italiano contagiato. Diverse le misure di sicurezza prese contro il CoVid-19 nel mondo. Certamente nessuno credeva che si sarebbe arrivati a questo punto di privazioni e rinunce.

Tante persone sono morte fra medici, operatori sanitari e cittadini di tutte le età. Il tragico evento è accaduto talmente in fretta che non si è neanche capita, almeno all’inizio, la gravità della diffusione virale. Si è pensato in un primo tempo che i limiti imposti fossero esagerati, purtroppo non si era ancora compresa la dimensione reale che avrebbe assunto il fenomeno nei giorni a venire. Confusione e paura regnavano sovrane. L’incredibile situazione di emergenza ci ha preso non solo alla sprovvista ma, nel contempo, ci ha fatto comprendere la gravità della malattia per poi sprofondare ulteriormente nell’angoscia.

Ben venga allora il momento del ricordo per tutte le vittime di un disastro forse annunciato ma che ormai dobbiamo combattere e debellare. Le sedi municipali e provinciali sono luoghi che rappresentano la popolazione del territorio e, come tali, sono diventati un simbolo per tutti i cittadini che, almeno quelli credenti, si sono ritrovati nelle parole di Papa Francesco:

“sulla stessa barca, fragili e disorientati, ma uniti a remare verso la stessa meta, con la certezza che si uscirà da questa esperienza più forti , consapevoli e bisognosi di reciproca comprensione, fede e speranza”.

Un abbraccio ideale a tutti e per tutti nel ricordo delle vittime del covid-19 e per l’impegno dei medici ed operatori sanitari.

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