VECCHIE CASCINE DECREPITE TRASFORMATE IN ELEGANTI RESORT?

In Italia i terremoti impoveriscono migliaia di persone ma i furbi fanno affari d’oro. Più di 5 miliardi di euro sarebbero stati stanziati per il sisma del 2012 ma ci sono ancora centinaia di cittadini senza casa mentre altri si fregano le mani…

MODENA – I più furbi hanno trasformato vecchie cascine cadenti in ville lussuose mentre i cittadini per bene attendono ancora la ricostruzione dell’unica casa di famiglia. Il terremoto, in Italia, è spesso occasione di lucro e truffe. I soldi stanziati per le ricostruzioni fanno gola a molti cosi come gli appalti per lo smaltimento delle macerie che diventano rifiuti speciali.

In soldoni il terremoto dell’Emilia-Romagna del 2012, sino alla fine del corrente anno, è costato circa 5 miliardi di euro ma in almeno 30 comuni le zone rosse permangono cosi come erano nel momento delle terribili scosse telluriche.

La provincia di Modena tra le più colpite. All’epoca si parlò di scosse telluriche provocate da esperimenti per la captazione di gas sotterranei a scopo commerciale ma la notizia non è mai stata confermata.

Insomma chi ha avuto le mani in pasta avrebbe ottenuto, prima degli altri, i fondi necessari per costruire lussuose tenute di campagna al posto di vetusti pollai e fienili semidiroccati. Pare anche che numerose famiglie, ancora oggi, vivano nella precarietà più assoluta senza avere avuto l’opportunità di ricostruire l’unico immobile sgretolatosi come un grissino. Dal 2012 la guardia di Finanza ha scoperto decine e decine di persone truffaldine che avrebbero tentato di raggirare lo Stato ricevendo cospicue somme di denaro senz’altro superiori ai danni subiti e al valore degli immobili dichiarati inagibili.

Per quanto attiene la sola ricostruzione delle case di civile abitazione, dunque ad esclusione degli edifici adibiti ad attività lavorative, opifici, uffici, luoghi di culto e beni culturali, sino al maggio del 2019 il ministero dei Lavori pubblici ha stanziato ben 2,7 miliardi, di cui 2 già liquidati. Gli edifici e i condomini completati sono oltre 6.900, per quasi 15 mila abitazioni (prime e seconde case) rese di nuovo agibili di cui 980 solo nell’ultimo anno.

Facendo un calcolo complessivo alla ricostruzione privata ovvero abitazioni, attività economiche e aziende, sono stati concessi oltre 4,6 miliardi di euro a cui debbono aggiungersi 300 milioni nell’ultimo anno. Sono oltre 15 mila le famiglie rientrate nelle proprie abitazioni, ben oltre nove su dieci di quelle costrette a lasciare le proprie case nel 2012 dopo le scosse. Sino al maggio scorso degli oltre 16.500 assistiti nel 2012 dopo le scosse beneficiano delle misure di aiuto previste nel percorso di rientro ovvero collocazione in altra abitazione o sostegno all’affitto, 1.353 nuclei familiari, il 90% dei quali ha subìto un danno rilevante alla propria abitazione e per i quali i tempi di ripristino rimangono più lunghi. Tutti i cittadini terremotati avrebbero abbandonato i moduli abitativi d’emergenza.

La provincia di Modena tra le più colpite. All’epoca si parlò di scosse telluriche provocate da esperimenti per la captazione di gas sotterranei a scopo commerciale ma la notizia non è mai stata confermata.

Ma i soldi sono stati spesi bene? E mentre qualcuno, sino ad alcuni mesi addietro, ha vissuto per anni in un camper al freddo e al gelo o sotto il sole cocente, altri se la sono spassata con i soldi dei contribuenti. Alcune delle inchieste coordinate dalla procura di Modena, ad esempio, ha consentito alle Fiamme gialle di smantellare un’associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni dello Stato che ha portato all’arresto di ben 9 persone e al sequestro di circa 4,3 milioni di euro. Le menti della banda, come in numerosi altri casi, erano proprietari di immobili rustici già danneggiati prima del terremoto a cui è venuto semplice far passare per inagibili e fortemente danneggiati gli edifici già ridotti a ruderi. Alle inchieste di Modena ne sono seguite altre in tutta l’Emilia e se facciamo due conti dei 5 miliardi stanziati ben poco è andato agli aventi diritto, gran parte dei quali sono ancora senza casa:

… La ricostruzione dopo il sisma che ha colpito nel 2012 l’Emilia ha come carattere principale la legalità e la correttezza – ha detto più volte Palma Costi, assessore regionale con delega alla Ricostruzione post sisma – le operazioni della guardia di Finanza sono la conferma che le istituzioni e gli organi dello Stato preposti ai controlli mantengono un livello altissimo di attenzione. Ringrazio i comandi competenti che sanno di trovare nella Regione Emilia-Romagna la massima collaborazione… Quando abbiamo ragionevoli dubbi su qualche pratica, facciamo una segnalazione alle procure. Voglio ricordare a tutti che il sistema dei controlli sta continuando e proseguirà anche dopo l’ultima pratica completata…”.

Ma è davvero così?

Castello delle Rocche a Finale Emilia.
una terribile e vasta spaccatura del terreno in provincia di Modena.
ecco i furbetti in provincia di Modena.
una famiglia di Cadelbosco Sopra, in provincia di Reggio Emilia, dopo il sisma ha vissuto per anni dentro un camper e con i mobili dentro un rudere.
…trasformato in un open-space di lusso, sempre nel Modenese.
l’assessore regionale Palma Costi.
un comitato di cittadini di Mirandola ha denunciato abusi e soldi acquisiti indebitamente da parte di cittadini e imprenditori furbi.

 

 

 

 

 

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su email
Email
Condividi su print
Stampa