La donna era malata da settimane, lui la raggiungeva ogni giorno. Poi il gesto folle e il volo dal terzo piano.
Lucca – C’è un amore finito che si trascina fino all’ultimo respiro, in una corsia d’ospedale che avrebbe dovuto essere solo un luogo di cura. Ma venerdì mattina, tra le pareti bianche del reparto di Riabilitazione dell’ospedale Versilia, si è consumato un dramma che ha gelato pazienti, medici e visitatori. Un uomo di 80 anni è entrato nella stanza dove giaceva la sua ex moglie, una donna di 67 anni ricoverata da tre settimane in condizioni gravissime, e l’ha uccisa a coltellate. Poi, senza una parola, ha raggiunto una finestra e si è lanciato nel vuoto dal terzo piano.
Erano le 11.45 di venerdì 3 luglio quando l’allarme si è propagato lungo i corridoi. Il personale del 118 è intervenuto in pochi istanti, tentando disperatamente di rianimare entrambi. Ma per la donna e per l’ex marito non c’era ormai più nulla da fare: i medici hanno potuto solo constatare il doppio decesso.
I due, residenti a Viareggio, erano separati legalmente ma ancora conviventi. Un legame spezzato sulla carta eppure mai davvero reciso, che si trascinava in una quotidianità fatta di visite regolari. Perché lui, ogni giorno, saliva in quel reparto per starle accanto mentre la malattia la consumava. Nessuno, fino a quel momento, aveva immaginato che dietro quelle visite si nascondesse una tragedia annunciata.
Nella struttura si sono vissuti momenti di terrore. Decine di persone erano nel nosocomio per le normali visite ambulatoriali quando la scena si è trasformata in un incubo. Sul posto è arrivata la polizia, che ha avviato i rilievi per ricostruire ogni dettaglio di ciò che ha armato la mano di un uomo di ottant’anni.
Il nuovo dramma arriva a pochi giorni da un’altra ferita che ancora sanguina in Versilia: la scorsa settimana, a Camaiore, il 63enne Piero Moriconi ha ucciso a fucilate la moglie Kety, 50 anni, e il figlio Mirko, di 24. Due tragedie familiari nello stesso lembo di terra toscana, a distanza di giorni.